EMILIA ROMAGNA IMMIGRAZIONE OSSERVATORIO GIURIDICO SULL'IMMIGRAZIONE EMILIA ROMAGNA
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INFORMAZIONI GENERALI

Principali settori produttivi

Settore primario: la performance evolutiva dell’economia marocchina è dovuta, in parte, al settore agricolo supportato dalla strategia del Piano Maroc Vert iniziata nel 2008, che ha favorito la crescita del settore del 5,7% annuo fino al 2018.

A tal proposito, gli investimenti nel settore agricolo sono quasi raddoppiati rispetto al 2008.

Inoltre il Marocco ha recentemente sperimentato precipitazioni diffuse in tutto il paese, che hanno consentito una prospettiva favorevole per l’anno di produzione 2017/2018.

In occasione di tale congiuntura positiva, il Ministero dell’Agricoltura ha varato una nuova campagna agricola 2018 da attuarsi entro il 2020, che prevede la pianificazione di un’area di 594.000 ettari per l’irrigazione in vaste aree; la pianificazione e monitoraggio per l’assegnazione delle quote di irrigazione (3,22 miliardi di m3) per garantire l’avvio di cereali e piantagioni di zucchero e garantire il fabbisogno idrico per la frutticoltura; la protezione fitosanitaria e la protezione della salute degli animali e gli agricoltori; un sistema di incentivazione agricola (FDA), rivisto alla luce dei risultati dei contratti del programma attraverso la revisione delle aliquote e dei massimali di alcune sovvenzioni e l’introduzione di nuove sovvenzioni; l’attuazione di un progetto di riconversione di 600 ettari di cereali in uliveti a livello di Oued Jdida; l’attuazione del progetto per la moltiplicazione dei semi di grano tenero su una

superficie di 30 ettari ad Ain Taoujdate.

 

Settore secondario: per quanto riguarda il settore industriale sono in atto profondi cambiamenti con lo sviluppo di nuove professioni che dovrebbero rafforzare il contenuto tecnologico.

Tuttavia, la competitività del settore rimane ostacolata da diversi vincoli, in particolare nel caso delle PMI che rappresentano il 94% del tessuto industriale.

Con l’attuazione delle misure previste dal Piano di Accelerazione Industriale (PAI) 2014-2020 attraverso un approccio regionalizzato, il Marocco si è posto l’obiettivo di

posizionarsi sulla scena economica globale come destinazione industriale credibile e competitiva.

La prestazione del settore dovrebbe migliorare nei prossimi anni attraverso lo sviluppo dell’attrattività delle dodici regioni del Marocco e l’aumento degli investimenti industriali volti a promuovere una distribuzione più equa e sostenibile della ricchezza nazionale.

Tra i settori di maggior rilevanza il settore estrattivo chiude l’anno 2017 in forte consolidamento, per cui la produzione di roccia fosfatica ha significativamente aumentato il suo volume al 22% per la fine dell’anno 2017; un miglioramento della performance del settore manifatturiero dell’1,9% a fine settembre 2017; un miglioramento del settore alimentare e del tabacco del 3,1%; un miglioramento dell’industria chimica e parachimica del 6,7%; un miglioramento dell’industria tessile

e della pelletteria del 2,6%; un miglioramento del settore automobilistico (+10,3%).

Tra i settori di punta si annovera una ripresa eccezionale del comparto turistico che ha registrato un nuovo record con l’aumento al 9,8%, contando 11,3 milioni di arrivi, ovvero quasi il 18% degli arrivi totali registrati in Africa. Per l’anno 2018, l’OMT ritiene che l’attuale forte impulso del turismo internazionale verso il paese continuarà in modo moderato.

Anche l’attività portuale gestita dall’ANP ha registrato un miglioramento con l’aumento dell’8,1% alla fine del 2017, dovuto in parte all’andamento positivo del traffico delle esportazioni.

 

Infrastrutture e trasporti

Attualmente, sono 18 gli aeroporti internazionali presenti (Casablanca, Marrakech, Agadir e Tangeri i principali), mentre i porti più importanti a uso commerciale sono situati nelle città di Casablanca, Tangeri, Mohammedia, JorfIasafar e Safi.

La linea ferroviaria si estende per 2.110 km e comprende comprende circa 100 stazioni.

La linea autostradale si estende per circa 1.804 km soprattutto nella zona nord-occidentale che va da Tangeri a Beni-Mellal.

 

Commercio estero

Totale import: mld/€ 39,46

Totale export: mld/€ 30,81

Principali prodotti importati: beni strumentali, prodotti energetici in particolare forniture di gas di petrolio e altri idrocarburi, prodotti alimentari in particolare cereali come il grano e mais.

 

Principali prodotti esportati: settore automobilistico, settori agricolo e agroindustriale, aeronautica, tessile e pelle.

A livello delle nuove imprese globali, è il settore automobilistico uno dei leader per le

esportazione del paese, realizzando un fatturato all’esportazione di 10,8 miliardi di dirham, in aumento del 15,5%.

Questa forte crescita è dovuta in particolare al notevole aumento delle esportazioni della costruzione (+ 29,7% a 6,1 miliardi di dirham).

Anche il settore aeronautico ha raggiunto il 15% a quasi 1,9 miliardi di dirham, proprio come quello dell’elettronica le cui vendite all’estero sono aumentate dell’1,1% a oltre 1,5 miliardi di dirham.

 

Interscambio con l’Italia

Saldo commerciale: mld/€ -1,04

Principali prodotti importati dall’Ialia: autoveicoli, pesce, crostacei e molluschi lavorati e conservati, apparecchiature di cablaggio, prodotti alimentari, apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettrico, autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, articoli di abbigliamento.

 

Principali prodotti esportati dall’ Italia: apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettrico, prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio, prodotti chimici, prodotti farmaceutici, apparecchiature elettriche a uso domestico, prodotti alimentari, articoli di abbigliamento, prodotti in pelle e simili, autoveicoli, rimorchi e semirimorchi.

 

Investimenti esteri (principali Paesi) I flussi di FDI ammontavano a 18,1 miliardi di dirham durante i primi 8 mesi del 2017, ma secondo i dati d l Office de Change, per il mese Gennaio-Febbraio 2018 il flusso degli FDI è di 2.787MDH, in calo del 10,8% rispetto al 2017.

Secondo l’Africa Investment Index 2018, il Marocco si qualifica comunque come il primo paese africano per attrazione d’investimenti esteri (seguito da Egitto e Algeria). Questa eccezionale performance è dovuta al basso profilo di rischio, alla grandezza economica (quinta per l’Africa) e a tutta una serie di fattori di capitali sociali che rendono il Marocco il miglior paese per recezione di investimenti dell’Africa.

Il Paese si qualifica inoltre primo nel Nord-Africa e terzo tra i Paesi africani in termini di facilitazioni per la creazione e lo sviluppo di una impresa.

Quest’analisi si basa su una serie di indicatori che riguardano la disciplina normativa e fiscale applicabile alle imprese durante il loro ciclo di vita quali ad esempio: la semplificazione nella procedura di creazione di una nuova impresa, la registrazione dei titoli di proprietà fondiaria, l’attuazione di un sistema di valutazione dell’affidabilità creditizia dei debitori, la protezione degli azionisti di minoranza e lo snellimento delle procedure di importazione.

Vale la pena notare l’approvazione all’inizio del 2018, da parte della Commissione Interministeriale per gli Investimenti, di 48 progetti di investimento con una dotazione globale di 32,3 miliardi di dirham, che renderebbero possibile più di 6.190 posti di lavoro diretti e 13.952 posti di lavoro indiretti.

Inoltre grandi gruppi hanno scelto il Marocco come destinazione per le proprie opportunità di crescita e sviluppo: dopo Renault, Bombardier e Safran, queste includono le seguenti major globali: Eaton, Aerolia, Alcoa, Shandong e PSA Peugeot Citröen.

Paesi di provenienza (%): Francia (54,71); Spagna, Italia, Turchia, Paesi del Golfo, Canada e Usa (7,91).

Paesi di destinazione: Etiopia, Costa d’Avorio. Il Marocco diventa il paese africano che investe di più all’estero, con 5 miliardi di dollari (4,9 miliardi di euro) immessi in ventidue progetti. Nella zona MENA (Medio Oriente e Nord Africa), si colloca al terzo posto dopo Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

 

Investimenti esteri (principali settori)

Verso il Paese: immobiliare, produzione (industria), logistica e trasporti, costruzione. Quest’ultima ha rappresentato il più alto capitale investito, mentre sorprendentemente, il settore dell’elettricità, ha registrato il più alto rapporto di impiego di capitale per ciascuna unità di capitale investita.

 

Regolamentazione degli scambi

Sdoganamento e documenti di importazione. All’atto dell’importazione, vanno distinte tre fasi di sdoganamento: la condotta delle merci in dogana con il movimento

diretto delle merci importate al primo ufficio o postazione doganale di ingresso per la segnalazione; lo sdoganamento delle merci che viene effettuato depositando nelle mani del servizio una dichiarazione sommaria o qualsiasi altro documento sostitutivo del quale l’onere grava sul vettore; la contabilità dei beni con il deposito della dichiarazione dettagliata assegna alle merci una procedura doganale definitiva (rilascio per consumo, regimi economici, ecc.).

Questa dichiarazione in dettaglio serve come supporto per l’adempimento di tutte le formalità doganali (e non doganali) a cui sono sottoposti i beni dichiarati.

Per le merci provenienti dall’UE è previsto un trattamento preferenziale. Le imprese importatrici devono essere registrate in Marocco.

Le merci devono essere depositata in dogana accompagnate da una dichiarazione sommaria depositata sul sistema informatico BADR. Per lo sdoganamento è necessario compilare la Dichiarazione unica delle merci che assegna un regime doganale definitivo alle merci.

 

Restrizioni alle importazioni: medicinali, meteriale sanitario e fitosanitario, animali, piante, OGM, sostanze chimiche, materiale mediatico stampato e digitale; gli alcolici necessitano dell’autorizzazione del Ministero per l’Agricoltura. Alcune merci non possono essere importate in Marocco.

In particolare: armi e munizioni di guerra; scritti registrati, stampati, cassette e videocassette e qualsiasi oggetto contrario alla moralità e all’ordine pubblico; alcune piante e prodotti vegetali che possono essere portatori di organismi nocivi o pericolosi per la flora nazionale.

 

Importazioni temporanee: le importazioni temporanee sono ammmesse sulla base del possedimento di un Carnet ATA per un periodo non superiore ai due anni.

 

Attività di investimento ed insediamenti produttivi nel Paese

Normativa per gli investimenti stranieri: secondo la Carta degli investimenti esteri (1995), gli investitori, stranieri godono dei medesimi diritti di quelli locali.

Gli investimenti sono ammessi in tutti i settori, con l’eccezione di alcuni riservati allo Stato (ad esempio estrazione di fosfati) e la proprietà di terreni agricoli.

La Carta permette, inoltre, a residenti e stranieri di investire in Marocco con un regime di convertibilità per il trasferimento degli utili netti d’imposta. Dal 2002 sono inoltre attivi i Centri regionali per l’investimento, con lo scopo di creare un collegamento fra le realtà locali e l’amministrazione delle finanze nazionale.

 

Legislazione societaria: non dissimile da quella europea.

 

Brevetti e proprietà intellettuale

La proprietà industriale e intellettuale è protetta dall’agenzia governativa OMPIC. Il Marocco partecipa all’Organizzazione mondiale sulla proprietà intellettuale e ai principali trattati internazionali in materia: Convenzione di Berna e Parigi, Accordo di Madrid sulla registrazione internazionale dei marchi, Accordo di Marrakech, Trattato di Cooperazione in materia di brevetti.

 

Sistema fiscale

Anno Fiscale: 1 gennaio - 31 dicembre.

Imposta sui redditi delle persone fisiche: sia per gli impiegati che per i lavoratori autonomi, è previsto un sistema fiscale incrementale a partire da 10% di aliquota per i redditi più bassi.

 

Sistema bancario

Le funzioni di istituto di emissione sono svolte dalla Bank Al-Maghrib. Il sistema bancario marocchino rimane composto da 83 istituzioni tra cui 19 banche, 6 banche offshore, 33 società finanziarie, 13 associazioni di microcredito e 10 società di intermediazione nel settore del trasferimento di fondi.

Una nuova legislazione bancaria è stata introdotta nel 2014 per introdurre nuovi servizi in materia di finanza partecipativa, micro-credito e nuovi mezzi di pagamento.

 

Tassi bancari: a medio termine tra 2,25% et 2,26%16.

 

Principali finanziamenti e linee di credito

I prestiti bancari sono tornati a salire dopo la riduzione nel 2016. Durante il mese di febbraio 2018, la necessità di liquidità delle banche è aumentata rispetto al mese precedente, ed al fine di colmare il divario, Bank Al-Maghrib ha aumentato il volume

dei suoi interventi per l’iniezione di liquidità.

Per quanto riguarda l’evoluzione dei tassi debitori, risultati dell’indagine Bank Al-Maghrib per il quarto trimestre 2017, viene rivelato un aumento del tasso medio ponderato per il credito bancario per gli stanziamenti immobili (+33 bps al 5,42%), attrezzature (+17 bps al 5,31%) e denaro (+16 bps al 5,85%).

D’altra parte, quello corrispondente al credito per il consumo è sceso di 4 punti base al 6,56%.

Oltre alle esenzioni fiscali concesse dalla legge comune, la legge marocchina offre agli investitori specifici vantaggi finanziari, fiscali e doganali, come parte di accordi o contratti di investimento da concludere con lo Stato, a condizione che soddisfino i

criteri richiesti.

 

Parchi industriali e tecnologici, zone franche

In Marocco esistono 6 zone franche gestite da imprese concessionarie (MEDZ, EDONIA, TFZ) sotto la vigilanza di una commissione locale.

Sono situate in prossimità di una grande città (Casablanca, Tangeri, Rabat, Oujida) che presenta un accesso facilitato alle infrastrutture ferroviarie, portuarie e aeroportuarie.

Gli imprenditori godono di tassi sull’export dell’8,75% per i 20 anni seguenti; i primi 5 anni godono di esonero totale.

I diritti doganali non sono dovuti. Per le zone franche, la legge finanziaria 2017 ha introdotto un nuovo regime applicabile per quanto riguarda l’IVA: le transazioni tra società situate nella stessa zona franca o con aziende situate in altre zone franche sono esenti da IVA; i servizi aziendali forniti al di fuori della zona franca sono esenti dall’IVA a condizione che la fattura sia intestata alla società situata in una zona franca e che il pagamento sia effettuato in valuta estera; per la costruzione o l’assemblaggio della loro sede centrale, alcune imprese situate nelle zone franche chiamano compagnie marocchine o straniere.

Queste opere sono esenti da IVA e i fornitori di servizi possono beneficiare del rimborso della tassa sugli input utilizzati.

A tal fine, sarà necessario dimostrare che questi materiali sono stati introdotti nella zona franca mediante fatture stabilite per conto delle società che realizzano l’investimento in questa zona e gli avvisi di esportazione diretti dalla dogana.

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