EMILIA ROMAGNA IMMIGRAZIONE OSSERVATORIO GIURIDICO SULL'IMMIGRAZIONE EMILIA ROMAGNA
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Diritto di famiglia

Struttura produttiva e zone di produzione

 

Struttura della filiera – Aree di produzione

Il settore delle energie rinnovabili è di competenza del Ministero dell’Industria e gestito dall’ANME (Agenzia Nazionale per il Risparmio dell’Energia) con la STEG (Società Tunisina dell’Elettricità e del Gas) che si occupa della produzione e della distribuzione dell’energia elettrica e del gas.

La produzione energetica tunisina proviene per il 98,4% dai combustibili fossili, anche se la disponibilità di idrocarburi interna non è paragonabile a quella dei paesi vicini. Per quanto concerne le ER – che rappresentano soltanto 1,6% della produzione - esse sono ricavate dall’eolico, dall’idroelettrico e dal solare fotovoltaico.

 

L’eolico è divenuto a partire dal 2010 la prima fonte di rinnovabili. L’atlante eolico della Tunisia, realizzato nel 2009 dall’ANME, in collaborazione con lo spagnolo CENER- Centro Nacional de Energìas Renovables, ha identificato una trentina di siti adatti per la produzione di un potenziale stimato di 8.000 MW.

L’eolico ha generato nel 2012 una produzione di 166 GWh. Il settore si caratterizza per un forte dinamismo, dal momento che la crescita media annua è stimata al 22,1%. Il primo parco eolico è stato montato nel 2006 nella regione del Capo Bon (Nabeul) a monte del villaggio costiero di Sidi Daoud; composto da 70 torri eoliche, ha una potenza di 55MW. Alla fine del 2012 sono entrati in funzione i parchi eolici a El-Alia/Metline e sul Jebel Kechabta nella zona di Biserta, nel nord del paese – il cui appalto è stato assegnato alla spagnola GAMESA – e che forniranno cumulativamente una potenza di 235 MW. Un ulteriore progetto è previsto a Thala/Kasserine per un investimento totale di 78 milioni di Euro e per una potenza installata di 120 MW. Completa la strategia di estensione dell’eolico – nell’ambito del Piano Solare Tunisino (PST) – l’installazione di ulteriori 100 MW addizionali da parte di produttori indipendenti previsti entro il 2016. L’energia prodotta da questi soggetti sarebbe destinata all’esportazione. Questa iniziativa è sostenuta dal Programma “Tunisia Wind Energy” (TWED) promosso dal UNDP-Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, dal GEF-Fondo Mondiale per l’Ambiente e dall’ANME. Infine, sono inoltre previsti 60 MW ricavati da parchi dedicati all’autoconsumo, come nel caso dei progetti per l’auto-alimentazione del Cementificio Oum El-Khelil (15 MW) e della Compagnia dei Fosfati di Gafsa (17MW).

 

Nel 2012, la produzione idroelettrica è stata di 110 GWh. La centrale più importante è posizionata sulla diga di Sidi Salem (Jendouba) che ha una potenza di 20 MW. La strategia nazionale per i prossimi anni non prevede di aumentare la capacità idroelettrica del paese, dal momento che le risorse idriche non sono sufficienti per ulteriori investimenti, preferendo piuttosto destinarle ad usi civili ed agricoli.

Sebbene la parte del solare sia ancora molto limitata, la Tunisia si trova al centro della strategia mediterranea che mira a farne una piattaforma di scambio di ER di provenienza solare. L’ANME ha calcolato un tasso di insolazione di 1.700kWh/m² annuo nel nord-est e di 2.200 kWh/m² nelle regioni del sud.

In tale ambito il progetto DESERTEC mira a costruire nella regione MENA entro il 2050 un insieme di centrali solari che, a partire dalle regioni desertiche del Maghreb, possano coprire il 15% dei bisogni energetici dell’Europa e dei paesi produttori. Il programma – originato da un’iniziativa tedesca – è stato lanciato il 13 luglio 2009 con la partecipazione di 12 grandi gruppi energetici europei (Siemens, ABB, RWE, Cevital, Eon, Deutsche Bank, Schott Solar, HSH Nordbank, Solar Millenium, Munich Re, M+W Zander, Abengoa Solar) a cui si sono in seguito aggiunti Saint Gobains, Edison ed altri partner, fino a raggiungere il numero attuale di 56.

Il primo passo verso la realizzazione degli obiettivi previsti dal DESERTEC è il progetto TUNUR (un partenariato tra la società britannica NUR Energy e un gruppo d’investitori tunisini guidati da Top Group e Glory Clean Energy) che prevede la creazione di centrali solari termiche per una potenza cumulata di 2.000 MW nel deserto tunisino. Con un costo di 20 miliardi di Euro, la sua messa in opera dovrà durare dal 2014 al 2020, periodo nel quale sarà installata una linea elettrica terrestre e marittima della lunghezza di 1.000 Km e che permetterà di collegare il Sahara tunisino alla rete elettrica italiana.

Esistono numerosi altri progetti nel solare. Nel sito petrolifero di El-Borma – nell’estremo sud tunisino – è in corso di costruzione una centrale a ciclo combinato gas-solare termodinamico della potenza di 40 MW (30 MW da gas e 10 MW da CSP). Tale progetto – in via di finalizzazione – è promosso dalla SITEP-Société Italo-Tunisienne d’Exploitation Pétrolière che sostiene l’investimento di 27 milioni di Euro e sarà gestito dalla STEG-ER. Sempre a Borma una seconda centrale a ciclo combinato gas-CSP della capacità di 100 MW (80 MW a gas e 20 Mw da CSP) è stata progettata dalla giapponese NEDO-Industrial Technology Development Organization e realizzata dalla Mitsui Electrics, in seguito ad un accordo tra i governi tunisino e giapponese.

Infine è prevista la costruzione di una centrale della STEG (costo previsto 320 milioni di Euro) presso Akarit/Gabes avente una produzione variabile da 50 a 100 MW. La sua entrata in funzione è prevista per il 2016.

 

Principali produttori

La STEG ha il monopolio del trasporto e della distribuzione dell’elettricità e del gas . Si noti che la produzione di energia in Tunisia è data in buona parte dal gas naturale che è la principale risorsa d’energia primaria (50,5% del totale delle risorse d’origine fossile utilizzate). Nel maggio del 2010 è stata creata la STEG-Energies Renouvelables, che vede la partecipazione congiunta al suo capitale oltre che della STEG (35%), di società di studi e servizi (25%), di industriali (24%), di banche (10%) e di altre Istituzioni (6%). Il suo ruolo principale è di promuovere il Piano Solare Tunisino, mediante la creazione di Partenariati Pubblico-Privato.

Oltre alle opportunità offerte dalle grandi iniziative infrastrutturali, gli investitori stranieri possono intervenire in alcuni stadi in modo libero (es. nel caso si tratti di attività industriali per la fabbricazione di componentistica) oppure a seguito dell’ottenimento di un appalto pubblico, nel caso di gare internazionali.

 

Il settore delle ER offre poi delle buone opportunità commerciali per la fornitura di componentistica e di tecnologie oltre che per delle attività di assistenza tecnica.

A partire dal 1996 è stata autorizzata la produzione di energia per l’autoconsumo e il lancio di iniziative per favorire il risparmio energetico e l’utilizzazione delle ER nelle abitazioni e negli uffici pubblici – come il PROSOL termico e il PROSOL elettrico, nell’ambito più generale del PST – ha contribuito a creare tutto un tessuto di PMI che operano nella produzione e nell’installazione delle componenti per la produzione dell’energia e in apparecchiature a uso domestico (principalmente scalda-acqua) funzionanti a ER.

Pertanto, oltre alle istituzioni di riferimento che hanno il ruolo di policy maker e di centro appaltante per gli interventi sul territorio, si possono identificare tre categorie di soggetti nella catena del valore: 1. I fabbricanti e distributori di materiali, 2. I costruttori/installatori degli impianti e 3. I gestori degli impianti.

Il principale produttore di ER è la STEG e la sua controllata STEG-ER che agiscono in regime di monopolio per quanto riguarda la distribuzione e la produzione di elettricità.

Per ciò che concerne la fabbricazione di componentistica per la produzione di ER, nel settore del solare-termico, tra le numerose unità operanti nella produzione di pannelli solari, si citano di seguito le più importanti.

Il leader del mercato è la “SOFTEN-SOCIETE FRANCO-TUNISIENNE D’ENERGIE NOUVELLE” di Grombalia/Nabeul, filiale della società francese “GIORDANO” che produce sistemi di riscaldamento che vanno dalle comuni applicazioni domestiche alla costruzione di centrali fotovoltaiche.

Le altre imprese rilevanti sono: la “SINES-SOCIETE INTERNATIONALE DES ENERGIES ET DES SCIENCES” di Bir Mcherga/Zaghouan a partecipazione greco-siriana che opera nella fabbricazione di componentistica per il solare e commercializza la componentistica per l‘eolico, la “SIER-SOCIETE TUNISIENNE D’ENERGIE RENOUVELABLE” di Tunisi

che è attiva nella climatizzazione e nella produzione di scalda-acqua solari, la “BSI-BIOME SOLAR INDUSTRY” di Beja, a partecipazione tedesca, che produce scalda-acqua e commercializza i pannelli solari del partner KBB, la “SOLTECH” di Medenine a capitale locale che produce scalda-acqua solari, così come la “TECH-SOL” di Sidi Rzig/Ben Arous, la “SEN- SOCIETE ENERGIE NOUVELLE” di Zarzouna/Bizerte e la “ATS-ADVANCE TECHNOLOGIES SOLAR”, a partecipazione libica, attiva a Menzel Harb/Monastir.

Altre imprese di rilievo che operano nel settore delle ER sono: la “NRS” che produce moduli solari a Ennadhour/Zaghouan, la “S.A.T.E.R. Solar”, che fabbrica sistemi di pompe ad energia solare con tecnologie tedesche, la “SUN SOLAR ENERGY” che produce sistemi fotovoltaici e sistemi di isolamento solare, la “GREEN TECHNOLOGIES” che fabbrica kit fotovoltaici e sistemi di illuminazione a led e la “E.C – ENERGY CONSULTING”, che offre soluzioni alternative, progettando impianti ad energia solare.

Esiste infine dal 2007 una impresa a capitale italiano, la IS TECNOLOGIE/ENERGIA DEL SOLE, che è la filiale tunisina dell’omonima azienda italiana di Gorgonzola/Milano che opera a Sidi El-Hani/Sousse nel settore della produzione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda.

 

 

Caratteristiche del mercato

 

La domanda – tranne nel caso del solare-termico – dipende dalla STEG-ER che è l’attore principale nella filiera dell’eolico, del solare e della cogenerazione, nell’ambito del PST, che prevede una capacità globale di produzione di ER pari a 1.000 MW nel 2016 e di 4.700 MW nel 2030, pari al 30% della produzione tunisina globale di energia.

Il consumo energetico ha registrato nei Paesi del sud del Mediterraneo una crescita 4 volte superiore a quella registrata in Europa. Tra il 1971 ed il 2007, esso si è moltiplicato per 6 volte e l’OME-Osservatorio Mediterraneo dell’Energia prevede che si moltiplicherà ancora di 2,6 volte entro il 2025. La ragione di tale crescita è dovuta a diversi fattori riconducibili alla crescita demografica – e all’aumento conseguente dei consumi domestici

– che si combina alla rapida urbanizzazione ed all’accrescersi del fabbisogno energetico per lo sviluppo delle attività economiche ed industriali.

In Tunisia, il punto di svolta si è registrato nel periodo tra il 1994 ed il 1998, quando i consumi hanno superato la produzione nazionale di energia.

A partire dagli anni 2000 il deficit nella bilancia energetica è divenuto strutturale e attualmente si calcola che circa un quarto del fabbisogno energetico tunisino non sia coperto dalla produzione nazionale. Sebbene il consumo di energia primaria si sia spostato dal petrolio al gas naturale, la dipendenza da tali materie prime rimane molto forte. In particolare, la scelta del gas naturale, se da un lato è servita a fronteggiare il declino della produzione petrolifera nazionale, dall’altro non fa che aumentare la dipendenza dal gas proveniente dall’Algeria che copre quasi la metà del gas attualmente utilizzato per la produzione energetica. In questo quadro si calcola che i consumi di elettricità in Tunisia aumenteranno in media del 5% all’anno, essendo triplicati nel periodo che va dal 1990 al 2012.

 

In tale ambito, il mercato delle ER si è strutturato a partire dai primi anni 2000, momento in cui la Tunisia ha avviato una politica strutturata di gestione dell’energia. Esso è caratterizzato da una preponderanza della filiera del solare-termico nel quale operano una decina di fabbricanti e un numero importante di progettisti, installatori e servizi post- vendita.

Solare-termico - Il tessuto industriale si è maggiormente sviluppato nel settore degli scalda-acqua solari, in cui i programmi di sostegno al solare termico hanno permesso il sorgere di iniziative industriali autoctone in partenariato. Attualmente la Tunisia dispone di importanti capacità nella fabbricazione e nel montaggio degli scalda-acqua solari.

Oltre alle aziende di cui si è già detto, esiste un tessuto composto da una quarantina di aziende che importano e commercializzano scalda-acqua solari provenienti da diversi paesi (Grecia, Turchia, Cina e Italia). Al livello degli installatori, la Tunisia conta più di un migliaio di microimprese sparse su tutto il territorio. Esistono inoltre una dozzina d’imprese specializzate ed autorizzate al montaggio ed all’installazione di sistemi collettivi.

La domanda nel settore è stimolata dal programma PROSOL che, dopo avere programmato l’installazione di 540.000 m² di pannelli solari nel periodo 2007-2011, mira a promuovere l’installazione di altri 120.000 m² per anno per raggiungere 1 milione di m² alla fine del 2015. In tale ambito s’inserisce quindi la campagna per l’installazione degli scalda- acqua solari che viene incentivata con sovvenzioni che vanno da 200 a 400 DT e con crediti che vanno dai 550 ai 1550 DT, con ammontari rimborsabili su 5 anni tramite la bolletta della STEG.

 

Solare fotovoltaico - In questa filiera sono stati lanciati dei progetti d’integrazione industriale per la fabbricazione locale e l’assemblaggio dei moduli fotovoltaici . Due grandi aziende hanno da poco avviato la loro attività – una a Béja ed una a Manouba. Altre imprese fabbricano localmente le batterie utilizzate per lo stoccaggio dell’energia prodotta dalle installazioni fotovoltaiche. Un centinaio di altre aziende producono la componentistica necessaria (regolatori, cablaggi, connettori ..), mentre gli ondulatori sono ancora di provenienza estera, anche se alcune aziende locali – con il necessario apporto tecnologico – dispongono delle basi per avviarne la produzione. Per quanto concerne l’installazione dei sistemi fotovoltaici, sono numerose le imprese che operano nel settore con materiali importati da Giappone, Cina, Germania, Francia e Spagna.

Eolico - Dal punto di vista della produzione delle tecnologie per l’eolico, la Tunisia dispone di un’azienda già in grado di produrre gli aerogeneratori e di un certo numero di imprese in grado di fabbricare i componenti per i parchi eolici (torri, cablaggi, trasformatori, quadri, regolatori, trasformatori …). Esiste inoltre la possibilità di assicurare i servizi necessari per la gestione e la manutenzione delle centrali eoliche. Il potenziale eolico della Tunisia è valutato a 8 GW di potenza installata potenziale (su una superficie prevista di 1.600 Km²). Attualmente, la produzione di energia dall’eolico è alquanto limitata. Esistono due parchi gestiti dalla STEG: una centrale a Sidi Daoud/El-Haouaria (Nabeul) con una produzione di 55MW ed una a El-Alia/Metline (Biserta) che ne produce 190.

Biomassa - Lo sviluppo della filiera della biomassa è ancora molto limitato. Esiste un’unità di produzione di biogas che viene ricavato dagli scarti della lavorazione del pollame e un altro piccolo impianto al mercato all’ingrosso di Bir El-Kassaa, a sud di Tunisi. La domanda da parte dei privati è ancora ridotta, ma la possibilità di proporre dei micro-impianti per l’autoconsumo è reale.

 

 

Investimenti esteri e presenza italiana

 

Dati e statistiche

Il periodo di transizione politica che attraversa il paese dal 2011 non sembra avere toccato il settore energetico. I dati della FIPA mostrano che gli investimenti nel periodo 2012-2013 sono ritornati al livello del 2009-2010, dopo un anno di comprensibile rallentamento. Da un lato ci sono i grandi investitori internazionali nel settore petrolifero (British Gas, African Hydrocarbons, Shell, ENI) che sono impegnati in attività di sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio, mentre un numero crescente di piccoli e medi operatori specializzati s’interessano alle opportunità offerte nel settore delle ER.

Le ER rappresentano circa il 10% degli IDE dichiarati nel settore dell’energia dal 2003. Un primo progetto è stato lanciato nel 2007 dalla Clarke Energy Tunisie filiale dell’omonimo gruppo britannico, specializzato nella cogenerazione e nella valorizzazione del biogas.

Da quel momento numerosi progetti sono stati realizzati da investitori europei, particolarmente da PMI. Gli anni 2009 e 2010 sono stati particolarmente favorevoli, avendo visto la dichiarazione rispettivamente di 3 e 5 progetti di investitori stranieri. Per contro, un forte rallentamento è stato constatato nel biennio 2011-2012, certamente causato dall’incertezza del periodo di transizione.

Ciononostante la Tunisia offre delle prospettive promettenti e le autorità contano molto sugli investimenti privati nazionali ed esteri per sviluppare la produzione energetica da fonti rinnovabili.

 

Quadro normativo – Legislazione societaria

I fattori favorevoli allo sviluppo delle ER in Tunisia sono legati da un lato al lancio di una strategia nazionale di risparmio energetico e di sostituzione delle ER al petrolio e dall’altro alle opportunità che si presentano per un paese che per la sua posizione strategica può agire come una piattaforma al centro del Mediterraneo, punto centrale di transito delle interconnessioni energetiche tra Europa e Africa. Il quadro normativo che regolamenta il settore è stato definito dalla legge 2004-72 e dalle successive modifiche apportate dalla 2009-7. Si segnala che è in corso un dibattito per la ridefinizione del quadro giuridico dell’energia e che delle nuove direttive dovrebbero essere emanate nel corso del 2014.

In particolare, la legge 2009-7 ha autorizzato i privati (industria, agricoltura o terziario) alla produzione indipendente di elettricità a partire da fonti rinnovabili per l’autoconsumo.

Con i decreti successivi, è stata autorizzata la vendita alla STEG delle eccedenze entro il limite del 30% dell’energia prodotta e a dei prezzi concordati. Il trasporto fino al punto di consumo resta gestito dalla rete della STEG a cui viene pagato un diritto di passaggio.

Per quanto concerne il meccanismo per il risparmio d’energia, esso è stato creato con il “Fondo nazionale per la gestione dell’energia” (legge 2005-106) e dai decreti successivi, per i quali sono previste una serie di misure d’incoraggiamento alla predisposizione di sistemi di risparmio e ottimizzazione energetica nel settore dell’industria e dei servizi (es. riduzione dell’IVA e delle tasse doganali per i materiali importati).

Anche per quanto concerne il settore della protezione ambientale e del risparmio energetico, il Codice degli investimenti prevede la libertà per gli investitori nazionali ed esteri di avviare delle attività industriali e di servizio.

L’articolo 40 prevede vantaggi specifici per le imprese che intendano effettuare investimenti per avviare dei sistemi di risparmio ed ottimizzazione energetica.

L’articolo 41 prevede che gli investimenti miranti al risparmio energetico e allo sviluppo della ricerca, della produzione e la commercializzazione di ER abbiano diritto alla riduzione dei diritti di dogana al 12%, la sospensione dell’IVA per i macchinari importati e per quelli fabbricati localmente.

 

Modalità e problematiche di accesso

L’accesso al mercato delle ER prevede delle modalità molto diverse a seconda che si tratti di operatori che intendano investire nella produzione diretta di energia (parchi solari, eolici ..) o che invece vogliano impegnarsi in attività industriali per la produzione di componentistica o di dispositivi per la produzione di energia.

Non esistono attualmente casi di produttori stranieri – anche su piccola scala – impiantati in Tunisia. I parchi eolici o solari esistenti sono gestiti direttamente dalla STEG. Diverso il caso della produzione energetica per l’autoconsumo - particolarmente richiesta nel settore industriale - per il quale l’assistenza tecnica proveniente dall’estero (spesso associata alla fornitura di materiali) è prevista nell’ambito di contratti di fornitura d’assistenza tecnica.

L’azienda che propone le sue tecnologie e i suoi servizi deve essere in possesso delle certificazioni di qualità europee ed è bene che disponga in Tunisia di un accordo con un’azienda locale per potere assicurare l’assistenza post-vendita al cliente.

 

Aree di insediamento e parchi industriali

Le aziende del settore delle ER si concentrano intorno alle grandi città, in particolare nell’area intorno a Tunisi.

Situato a 28 Km a sud di Tunisi, l’ECOPARK di Borj Cedria si configura come un parco integrato destinato ad accogliere le imprese del settore delle ER mettendo a loro disposizione delle infrastrutture e la possibilità di beneficiare di servizi tecnologici e di competenze avanzate nel settore della ricerca e dello sviluppo, grazie alla presenza dell’Istituto Superiore di Scienze e di Tecnologie dell’Ambiente e del Centro di Ricerca e delle Tecnologie dell’Energia (CRTEn). Fondato nel 2005, il CRTEn ospita diversi laboratori per la ricerca e lo sviluppo del fotovoltaico, per la ricerca nei processi termici, per la gestione dell’energia eolica e per la valorizzazione energetica dei rifiuti.

L’ECOPARK è diretto da una propria società di gestione che è partecipata dal Ministero dell’Insegnamento superiore e dal Ministero dell’Industria ed ha come azionisti fondatori la STEG, la SONEDE e due banche commerciali locali (BH e STB).

Attualmente l’ECOPARK ospita circa il 20% delle aziende tunisine che operano nelle ER: i suoi servizi sono accessibili in ugual misura agli investitori locali e a quelli stranieri.

Un secondo polo tecnologico – a vocazione multisettoriale ma con una forte presenza di tecnologie ambientali – è il Politech di Gabès, nato da un partenariato tra il Gruppo Chimico Tunisino, la STEG, l’Università di Gabès, l’Agenzia di Promozione dell’Industria e dell’Innovazione (APII) e la partecipazione finanziaria della SODES e della Banque de l’Habitat. Anche in questo caso, l’obiettivo è di offrire assistenza logistica e tecnica alle imprese nel settore delle eco tecnologie e dell’ER.

 

Presenza aziende estere e italiane

L’avvio di un programma di promozione delle ER ha attratto in Tunisia numerosi investitori stranieri, tra i quali vale la pena citare:

  • la MITSUI & CO. (Giapppne), che ha avviato in Tunisia dei partenariati tecnologici a seguito dell’incarico ricevuto per costruire la centrale mista gas-CSP a El-Borma, grazie ad un dono del governo giapponese;

  • DII/DESERTEC ha aperto a Tunisi nel 2011 un ufficio di rappresentanza per appoggiare i progetti definiti nell’ambito del programma;

  • la NUR Energy (Gran Bretagna), che ha creato con la tunisina Top Oilfield Services, la start-up TuNUR per lo sviluppo dell’omonimo progetto solare nell’ambito dell’iniziativa DESERTEC;

  • la francese ANEMOOS – specialista nell’eolico - che ha aperto nel 2012 un ufficio di rappresentanza per aprire uno stabilimento in Tunisia, in partenariato con la monegasca COMODOS;

  • la GAMESA (Spagna), che ha partecipato alla realizzazione dei parchi eolici dell’area di Biserta;

  • la ARBORESCENCE CAPITAL (Francia), che è un fondo specializzato nelle ER e che ha creato un partenariato con la STEG-ER per preparare dei progetti di produzione elettrica;

  • la giapponese TAKAOKA ENGINEERING, che ha aperto nel 2012 un ufficio di rappresentanza per avviare dei lavori di assistenza tecnica nella produzione di ER.

La presenza italiana nel settore energetico in Tunisia risale agli anni Sessanta, basti pensare al ruolo dell’ENI che opera dal 1961 nell’ambito dell’esplorazione e dello sfruttamento dei giacimenti petroliferi tramite la SITEP-Société Italo-Tunisienne d’Exploitation Pétrolière, un partenariato paritetico tra l’ENI e l’ETAP-Entreprise Tunisienne d’Activités Petrolières. Dal 1964 la SITEP sfrutta il giacimento di El-Borma, il più importante del paese con oltre 1 miliardo di barili di riserve. Nel 2013 la produzione di idrocarburi di spettanza Eni in Tunisia è stata di 13mila BoE/giorno (barili di olio equivalente). Nel del settore gas, tra il 1977 e il 1983, Eni ha realizzato il gasdotto TRANSMED che collega l’Algeria con l’Italia attraverso la Tunisia. La SOTUGAT- SOCIETE TUNISIENNE DU GAZODUC TRANS-TUNISIEN – è la società statale che gestisce il tratto tunisino del gasdotto, mentre il trasporto è affidato ad una controllata dell’ENI, la TTPC-TRANS TUNISIAN PIPELINE COMPANY.

Una menzione merita anche la FINMECCANICA/ANSALDO ENERGIA che dal 2010 è rientrata in Tunisia (dopo avere costruito la centrale elettrica di La Goulette/Tunisi), avendo concluso un contratto per la manutenzione della centrale che aveva costruito a Sousse con il suo partner canadese SNC-LAVALLIN.

Nel campo della ER, un rilievo assoluto ha il progetto ELMED, frutto di un accordo firmato nel marzo del 2009 tra TERNA e la STEG per la realizzazione di un progetto integrato di produzione e trasmissione che prevede un collegamento elettrico tra Italia e Tunisia di 1000 MW, al servizio di un polo di produzione, da realizzare, di 1200 MW. Le due aziende hanno costituito una prima società mista ELMED Etudes, incaricata di gestire le attività preliminari. Dei 1.200 MW di produzione, 400 sono destinati al mercato tunisino e 800 a quello italiano.

Una seconda società mista (a controllo Terna e partecipazione operativa, e non solo finanziaria, di STEG) realizzerà un collegamento elettrico sottomarino Italia/Tunisia da 1000 MW, che potrebbero essere prioritariamente destinati alle fonti rinnovabili. Il progetto si pone come obiettivi l’apertura di nuovi mercati, la promozione delle fonti rinnovabili e la diversificazione delle fonti e delle aree di approvvigionamento, l’integrazione dei mercati nell’area euro mediterranea.

 

Fattori critici e strategie di sviluppo

 

Politica industriale di settore

La Politica industriale nel settore energetico in generale si basa su 7 assi strategici:

 

  1. Lo sviluppo delle risorse e delle infrastrutture energetiche;

  2. Il rafforzamento dell’efficienza energetica e lo sviluppo delle ER; 3.L’aumento delle interconnessioni con i paesi del Maghreb e dell’Europa;

  3. La realizzazione di riforme istituzionali e la riorganizzazione del settore energetico;

  4. Lo sviluppo di piani di valorizzazione per la creazione di valore aggiunto al livello delle regioni di sviluppo prioritario;

  5. Una migliore governance per operare delle scelte energetiche sostenibili e per l’avvio di un dibattito nazionale sull’energia;

  6. Il rafforzamento della cooperazione internazionale per l’avvio di attività congiunte di formazione, trasferimento tecnologico e ricerca e sviluppo.

 

In tale ambito, l’impulso decisivo al comparto delle energie rinnovabili in Tunisia è stato dato nel 2009 dall’avvio del Piano Solare Tunisino – lanciato in seguito alla definizione del Piano Solare Mediterraneo a seguito delle iniziative promosse dall’Unione per il Mediterraneo – e che ha definito 40 progetti complementari e prioritari da sviluppare in modo da dotare la Tunisia di una capacità di produzione di energie da fonti rinnovabili MW nel 2016 per raggiungere i 4.700 MW nel 2030, facendo passare la percentuale di produzione di ER al 16% nel 2016 e al 30% nel 2030, con una riduzione di emissioni di CO² pari a 1,3 Milioni di tn annue. I 40 progetti previsti nel PST sono realizzati da operatori del settore privato (29 progetti), dalla Società Tunisina dell’Elettricità e del Gas (6 progetti, tra cui rientra anche la creazione di STEG-Energies Renouvelables) e dall’ANME (realizzazione di 5 studi).

Il finanziamento del PST sul periodo 2010-2016 è di 2 Miliardi di Euro, di cui 145 milioni a carico del Fondo Nazionale per la Gestione dell’Energia, 445 milioni a carico del settore pubblico (per 2/3 a carico della STEG), 1,39 miliardi finanziati dal settore privato (di cui circa il 40% per progetti la cui produzione è destinata all’esportazione) e 20 milioni provenienti da fondi della cooperazione internazionale.

 

Sistema di incentivi e sussidi – Piani industriali – Disponibilità di finanziamenti da parte di Organismi internazionali bilaterali e multilaterali

Il Codice degli investimenti prevede dei vantaggi fiscali per gli investimenti che mirano al risparmio d’energia e allo sviluppo della ricerca, alla produzione e alla commercializzazione di ER. In dettaglio:

  • esonero dei diritti di dogana e sospensione del pagamento dell’IVA per i beni ed i macchinari acquistati localmente;

  • l’esonero dal pagamento dell’IVA e la riduzione al 10% dei diritti di dogana per i prodotti che servono per la fabbricazione di macchinari utilizzati per il risparmio energetico;

  • la riduzione dei diritti di dogana e dell’IVA sulle materie prime e sui prodotti necessari per la fabbricazione di macchinari che favoriscono il risparmio d’energia o utilizzati nel settore delle ER, per le materie prime e i prodotti di provenienza estera e per i materiali prodotti localmente (decreto n°2010-1521).

 

Per quanto concerne le misure di sostegno finanziario, gli investimenti realizzati per il risparmio di energia possono ricevere un finanziamento il cui tasso e le modalità di concessione sono fissate per decreto. Una Commissione Tecnica Consultiva presso il Ministero dell’Industria decide caso per caso sul finanziamento da concedere.

Le sovvenzioni previste per la gestione dell’energia sono contemplate nella legge 2005-82 del 15 agosto 2005 ; le quote di finanziamento e le condizioni d’accesso sono invece stabilite nel decreto 2009-362 del 9 febbraio 2009. Tali sovvenzioni consistono in:

  • una presa in carico – fino al 70% del suo costo – dell’audit energetico e delle spese di consulenza preliminari fino ad un massimo di 30.000 Euro;

  • una partecipazione al finanziamento del progetto del 50%, fino ad un massimo di

100.000 DT;

Per gli investimenti nel settore del risparmio energetico è invece prevista:

  • una sovvenzione fino al 70% del costo degli investimenti immateriali, fino ad un massimo di 70.000 DT.

  • una sovvenzione fino al 20% del costo dell’investimento materiale con dei tetti massimi fissati a 100.000 DT, 200.000 DT e 250.000 DT, sulla base del consumo globale annuo.

I finanziamenti per i progetti di produzione di elettricità da ER variano inoltre al variare della fonte da sfruttare e delle tecnologie utilizzate. I progetti per la produzione di biogas beneficiano di un finanziamento del 40% del costo dell’investimento con un tetto massimo di 20.000 DT e di un finanziamento del 20% per la produzione di elettricità a partire dal biogas prodotto, con un tetto massimo di 100.000 DT. Nel caso della cogenerazione, il finanziamento è pari al 20% del costo dell’investimento con un tetto massimo di 500.000 DT.

Lo sblocco dei finanziamenti è determinato nel corso della conclusione di un contratto con l’ANME che stabilisce gli aspetti tecnici, economici e finanziari dell’investimento. Il finanziamento di tali operazioni è supervisionato dal Fondo Nazionale per la Gestione dell’Energia che è stato creato con la legge 2005-106 del 19 dicembre 2005.

 

Nell’ambito del Programma di Efficienza Energetica, il Fondo di Sviluppo della Competitività industriale concede dei finanziamenti alle imprese interessate a beneficiare del programma di Modernizzazione Industriale attraverso un sostegno agli investimenti materiali (20% dell’ammontare della parte finanziata con fondi propri da parte dell’investitore a cui si aggiunge il 10% della parte finanziata dalle banche) e un altro sostegno per gli investimenti immateriali (70% del costo del progetto).

Questi finanziamenti sono cumulabili con i vantaggi previsti dal Codice degli Investimenti entro un limite del 25% del costo dell’investimento.

 

La legge del 2009-7 del 9 Febbraio 2009 autorizza le entità che producono autonomamente elettricità a partire da ER e dalla cogenerazione di accedere alla rete nazionale per il trasporto dell’elettricità prodotta. Allo stesso modo, essa autorizza la vendita delle eccedenze esclusivamente alla STEG, nell’ambito di un contratto tipo, per il quale è possibile vendere all’operatore pubblico fino al 30% dell’eccedenza prodotta annualmente per l’alta tensione, fino a 15 MW di potenza installata per l’elettricità da biomassa, mentre per la bassa tensione il limite è definito dal contratto-quadro stabilito con la STEG.

Le tariffe attualmente in vigore sono:

  • 72 millesimi di DT per KWh per l’elettricità ricavata dalla cogenerazione

  • 92 millesimi di DT per KWh per l’elettricità ricavata da fonti rinnovabili

Per quanto concerne il trasporto dell’elettricità, i produttori autosufficienti beneficiano di un forfait di 5 millesimi di KWh.

 

La promozione delle ER va di pari passo con un sistema di incentivi all’adozione di comportamenti che favoriscono il risparmio energetico. Le misure più importanti riguardano il settore delle costruzioni, il consumo residenziale e l’efficienza energetica nei consumi dell’industria.

Il programma PROSOL è stato lanciato nel 2005, co-finanziato dal MEDREP-Programma Mediterraneo per le Energie Rinnovabili promosso dal Ministero dell’Ambiente italiano (divenuto nel frattempo MIF-Mediterranean Investment Facility), dall’UNEP-Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente e dall’ANME.

Il PROSOL si compone di 4 misure differenti, definite a secondo del destinatario dell’incentivo:

  • PROSOL RESIDENZIALE che offre un sostegno finanziario ai proprietari di abitazioni attraverso una combinazione di finanziamenti a fondo perduto, esenzioni dal pagamento dell’IVA, riduzione di dazi doganali e prestiti bancari a interessi ridotti. Il rimborso del prestito è incluso nella bolletta elettrica della STEG la quale, agendo come esattore del debito può sospendere la fornitura di elettricità in caso di ritardo o di mancato rimborso.

  • PROSOL ELEC è il programma per il quale i privati (proprietari d’abitazioni, industrie, aziende agricole …) possono produrre elettricità a partire da sistemi fotovoltaici per l’autoconsumo e vendere il surplus alla STEG, prevedendo una sovvenzione del 30% con un tetto di 3.000 DT per ogni KW di potenza di picco e di

    1. DT per impianto solare fotovoltaico .

  • PROSOL INDUSTRIALE ha l’obiettivo di sostituire l’energia fossile (gas) con un uso maggior di ER. Visto che il costo del gas è sovvenzionato dallo Stato, l’obiettivo è di trasformare i sussidi previsti per l’uso del gas in incentivi per sostenere l’adozione di energia solare. Le soluzioni da adottare sono ancora allo studio.

  • PROSOL TERZIARIO, concepito particolarmente per il settore turistico prevede:

    1. un finanziamento a fondo perduto per coprire la metà del costo dello studio di fattibilità fino a 5.000 DT;

    2. un finanziamento a fondo perduto del 20% del costo dell’investimento con un tetto di 100 DT/m²;

    3. un ulteriore finanziamento a fondo perduto del 10% con un tetto massimo di 50 DT/m²;

    4. una sovvenzione globale del 5% del costo dell’investimento per sostenere i costi di manutenzione per i 4 anni successivi alla scadenza della garanzia;

    5. una riduzione di 2 punti del tasso d’interesse sui crediti concessi dalle banche commerciali a vantaggio degli operatori turistici.

 

Oltre ai finanziamenti messi a disposizione dai principali fondi nazionali, esistono alcune linee di credito che sono state create grazie al sostegno di donatori internazionali.

 

 

Linee di credito bilaterali:

  • Il Programma di Sostegno alla Linea per la Gestione dell’Energia dell’Agenzia Francese di Sviluppo (AFD), che è gestita dall’ANME, con una disponibilità di 40 milioni di Euro. Il credito per progetto può arrivare fino a un massimo di 5 milioni di Euro, con un tasso d’interesse tra il 4 e il 5% e un periodo di rimborso che può andare da 5 a 12 anni ed un periodo di grazia che varia tra 2 e 3 anni. Nello stesso ambito, l’AFD ha previsto un dono di 720.000 Euro, per contribuire all’identificazione di progetti di risparmio energetico.

Linee di credito multilaterali :

  • La linea di credito della Banca Mondiale a sostegno dei progetti di cogenerazione nell’industria, gestita dall’ANME e dotata di 55 Milioni di Dollari US, con un tasso d’interesse del 5%. Il periodo di grazia può arrivare a 3 anni e il rimborso può essere effettuato entro un termine massimo di 12 anni.

  • Il Fondo Mondiale per l’Ambiente (FEM) e la Banca Mondiale finanziano il Programma di Efficienza Energetica nel Settore Industriale (PEEI) che mira a ridurre le barriere per lo sviluppo del mercato dell’efficienza energetica nel settore

dell’industria, grande consumatore di energia. La dotazione è di 8,5 milioni di Dollari USD, mentre ulteriori 2,5 milioni sono dedicati all’assistenza tecnica per la linea di credito.

  • L’Unione Europea ha emesso un dono di 19 milioni di Euro per il sostegno al Programma “Ambiente-Energia” tunisino, per la componente “energia”. Tale dono ha permesso di rafforzare la dotazione del Fondo Nazionale per la Gestione dell’Energia (16 Milioni di Euro), la bonifica della linea di credito dell’AFD (2 milioni di Euro) e un’assistenza tecnica per la preparazione di studi, inchieste e formazioni (875.000 Euro).

  • Un ulteriore finanziamento è stato concesso per il periodo 2006/2014 dall’UE con un budget di 9 Milioni di Euro, nell’ambito dell’iniziativa MEDENEC 1 e 2, per incoraggiare l’efficienza energetica e l’utilizzazione del solare nel settore delle costruzioni. Le agenzie di esecuzione sono la Cooperazione Tedesca (GIZ), l’Agenzia Francese per la Gestione dell’Ambiente e dell’Energia (ADEME) e la Società di consulenza ambientale britannica ECOFYS.

 

Riepilogo:

  • La Tunisia dispone di una politica energetica volta all’ottimizzazione delle risorse ed al reperimento di nuove fonti d’energia.

  • La politica industriale si basa su sette punti che prevedono tra gli altri l’utilizzazione delle energie alternative, misure per il risparmio energetico in ambito domestico ed industriale e una maggiore interconnessione con l’estero.

  • Numerose sono le misure prese per incentivare la produzione e l’uso delle ER: incentivi fiscali e finanziari sono stati inseriti nel Codice degli Investimenti e degli incentivi sono previsti inoltre per incoraggiare l’uso delle rinnovabili in ambito domestico (PROSOL).

  • Dal 2007 è possibile vendere le eccedenze di elettricità alla STEG da parte dei privati che le producono per autoconsumo.

  • La cooperazione internazionale partecipa alle politiche di ottimizzazione e risparmio energetico con linee di credito bilateriali e multilaterali.

 

  1.  

Mappatura dei principali attori economici

 

ISTITUZIONI DI RIFERIMENTO:

 

MINISTERE DE L’INDUSTRIE, DE L’ENERGIE ET DES MINES

Indirizzo : Immeuble Beya, 40 Rue Sidi Elheni - Montplaisir 1002 Tunis

Tel. : +216 905 132

Fax : +216 902 742

Email : contact@industrie.gov.tn

Sito web : www.industrie.gov.tn

 

MINISTERE DE L’INDUSTRIE, DE L’ENERGIE ET DES MINES - DIRECTION GENERALE DE L’ENERGIE

Indirizzo :Cité Ennassim, Immeuble Panorama, Rue 8301, Montplaisir, 1002 Tunis

Tel. : +216 71 780 370

Fax : (+216) 71 787 804

Email: contact@mit.gov.tn

Sito web : www.tunisieindustrie.gov.tn

 

ANME – AGENCE NATIONALE POUR LA MAITRISE DE L’ENERGIE

Indirizzo : 03 Rue Chott Meriam (ex 8000) Montplaisir - 1073 Tunis

Tel. : +216 71 906 900

Fax : +216 71 904 624

Email: boc@anme.nat.tn

Sito web: www.anme.nat.tn

 

STEG – SOCIETE TUNISIENNE DE L’ELECTRICITE’ ET DU GAZ

Indirizzo : 38 rue Kamel Ataturk 1080 Tunis

Tel. : +216 71 341 311

Fax : +216 71 330 174

Email: dpsc@steg.com.tn

Sito web: www.steg.com.tn

 

STEG-ER

Indirizzo : Immeuble Assurances Salim - Batiment A -2ème étage- Centre Urbain Nord- 1004-Tunis

Tel. : +216 71 947 004 - 71 947 024

Fax : +216 71 947 083

Email: ser.dg@planet.tn

Sito web: www.steg-er.com.tn

 

APII – AGENCE DE PROMOTION DE L’INDUSTRIE ET DE L’INNOVATION

Indirizzo: 63, rue de Syrie 1002 -Tunis le Belvédère

Tel. : (216) 71 792 144

Fax : (216) 71 782 482

Email: api@api.com.tn

Sito web: www.tunisieindustrie.nat.tn

 

CETIME – CENTRE TECHNIQUE DES INDUSTRIES MECANIQUES ET ELECTRIQUES

Indirizzo: Z.I. Ksar Said, 2086 Tunis, Douar Hicher

Tel. : +216 71 545 988

Fax : +216 71 546 637

Email: cetime@ati.tn

Sito web: www.cetime.ind.tn

 

ECOPARK - TECHNOPOLE DE BORJ CEDRIA – ENERGIES RENOUVELABLES, EAU, ENVIRONNEMENT ET BIOTECHNOLOGIE VEGETALE

Indirizzo : Route Touristique Borj Cédria - Soliman, B.P. 95, 2050 Hammam Lif

Tel. : +216 79 326 326

Fax : +216 79 325 100

Email: tbc@tbc.tn

Sito web : www.ecopark.tn

 

CITET – CENTRE INTERNATIONAL DES TECHNOLOGIES DE L’ENVIRONNEMENT DE TUNIS

Indirizzo : BLv. Du Leader Yasser Arafat – Tunis Aéroport

Tel. : +216 71 206 646 - 71 206 482 - 71 206 433

Fax : +216 71 206 642

Email: cdi@citet.nat.tn

Sito web : www.citet.nat.tn

 

 

 

ORGANISMI PROFESSIONALI E SINDACALI :

 

CHAMBRE SYNDICALE NATIONALE DES ENERGIES RENOUVELABLES

Indirizzo : N°1 Chott Meriem, Immeuble Maghrébia, 4ème Etage Monplaisir, 1073 Tunis,

Tel. : +216 71 904 477

Fax : +216 71 285 261

Email: contact@cnser-tn.com

Sito web : www.csner-tn.com

 

UTICA - UNION TUNISIENNE DE L’INDUSTRIE, DU COMMERCE ET DE L’ARTISANAT FEDELEC - FEDERATION NATIONALE DE L’ELECTRICITE’ ET DE L’ELECTRONIQUE

FEDERATION NATIONALE DE LA MECANIQUE

Indirizzo : Rue Ferjani Bel Haj Ammar, Cité El Khadhra, 1003, Tunis

Tel. : +216 71 142 000

Fax : +216 71 142 100

Email: contact@utica.org.tn

Sito web : www.utica.org.tn

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