EMILIA ROMAGNA IMMIGRAZIONE OSSERVATORIO GIURIDICO SULL'IMMIGRAZIONE EMILIA ROMAGNA
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GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE

 

Struttura produttiva e aree di produzione

 

Struttura della filiera – Aree di produzione – Principali produttori

La disponibilità di acqua costituisce una delle sfide ambientali che la Tunisia dovrà fronteggiare nei prossimi anni. Le risorse di acqua dolce si fanno sempre più rare e limitate, tenuto conto che attualmente si sta utilizzando più del 95% dell’acqua disponibile. Le risorse sotterranee danno già segni di sovra sfruttamento in numerose regioni del paese e si calcola che la domanda – dal punto di vista quantitativo e qualitativo – aumenterà notevolmente e che dei problemi di scarsità si manifesteranno entro il 2025. All’orizzonte 2030 si calcola che le falde freatiche e le atre risorse diminuiranno del 28%, mentre le acque di superficie diminuiranno del 5%. Inoltre, la qualità dell’acqua sarà deteriorata a causa dell’aumento della salinità, dovuta all’intrusione della falda marina che prenderà il posto delle falde sfruttate a scopi agricoli. In particolare, il problema sarà più accentuato al sud, dove la pressione sulle falde sarà accresciuta dalla diminuzione delle precipitazioni.

La gestione delle risorse idriche è affidata a due Organismi statali: la SONEDE (Società nazionale di Gestione e Distribuzione delle Acque), creata nel 1968 e posta sotto la tutela del Ministero dell’Agricoltura e l’ONAS (Ente Nazionale del Risanamento), creato nel 1974 e dipendente dal Ministero delle Infrastrutture, della Pianificazione territoriale e dello Sviluppo sostenibile.

La SONEDE ha due missioni principali: 1) la produzione, il trattamento ed il trasporto dell’acqua e la gestione del sistema di distribuzione dell’acqua potabile, che comprende anche una rete di agenzie per i contatti con la clientela e 2) un lavoro di progettazione e realizzazione di lavori per la gestione e la manutenzione della rete idrica.

L’ONAS invece è incaricato della costruzione e della gestione delle unità di trattamento delle acque reflue e pluviali, della distribuzione e della vendita delle acque trattate e dei fanghi, oltre che della pianificazione e della progettazione dei sistemi di depurazione.

La filiera della produzione e della distribuzione dell’acqua è pertanto controllata dalla SONEDE che nel 2013 ha prodotto 579,2 milioni di m³ di acqua potabile e ne ha distribuita 532 milioni di m³, per un consumo di acqua pari a 426,4 milioni di m³, di cui 417,5 milioni di m³ fatturata ai consumatori finali.

 

La rete della SONEDE serve il 100% delle aree urbane, mentre nelle aree rurali essa raggiunge il 93,4% degli utilizzatori, raggiungendone direttamente il 49,7% e lasciando il rimanente 43,7% alla Direzione Generale del Genio Rurale del Ministero dell’Agricoltura e delle Risorse Idriche.

Da parte sua, l’ONAS opera innanzitutto nella gestione della rete fognaria: attualmente il tasso di allaccio alla rete fognaria in Tunisia è di circa il 90%, con più di 110 unità di depurazione in funzione su tutto il territorio. E’ previsto che alla fine del 2014 il tasso di riutilizzazione dei reflui trattati si avvicini al 50%. Il volume degli investimenti nel 2012 è stato di 88,7 milioni di DT, di cui il 40% versato dallo Stato ed il rimanente 60% proveniente da prestiti e doni.

L’attività conseguente di costruzione e gestione dei centri di depurazione prevede che nel 2016 - alla fine del periodo di pianificazione quadriennale – altri 3 depuratori consortili siano completati a integrazione di una rete che prevede già 110 depuratori di diverse dimensioni, su una rete fognaria e di raccolta delle acque pluviali che copre 15.349 chilometri.

In aggiunta ai due Organismi di riferimento - che hanno il ruolo di policy maker e di centro appaltante per gli interventi sul territorio - si possono identificare altre due categorie di soggetti nella catena del valore: 1. I fabbricanti e distributori di materiali per l’adduzione ed il trasporto delle acque 2. Le imprese di manutenzione e installazione di impiantistica idrica. In tali ambiti – soprattutto nel primo - gli operatori stranieri possono intervenire in alcuni stadi in modo libero (es. nel caso si tratti di attività industriali per la fabbricazione di componentistica). Rare sono le opportunità offerte dagli appalti pubblici e solo nel caso sia previsto l’espletamento di gare internazionali.

 

Caratteristiche del mercato

Secondo i dati resi disponibili dalla SONEDE per il 2012, l’acqua prodotta, distribuita e fatturata è ripartita come segue :

 

Il consumo domestico è aumentato di circa il 50% in 30 anni, mentre la percentuale dei consumi che si riferiscono ai settori delle collettività, dell’industria e del turismo continua a diminuire. Ciò significa che la regolamentazione e il piano tariffario dell’acqua (potabilizzazione e bonifica) hanno fatto in modo che certe categorie di consumatori si siano spostate verso soluzioni alternative d’approvvigionamento (risorse sotterranee e non convenzionali) per ridurre il costo della bolletta dell’acqua. Ad esempio, lo studio strategico

 

sul risparmio idrico nel settore turistico ha dimostrato che gli operatori del settore fanno fronte ai loro fabbisogni facendo ricorso per almeno il 20% a risorse sotterranee non recensite.

Allo stesso modo, le convenzioni concluse con l’ONAS per gli utilizzatori di acqua di origine non potabile spiegano perfettamente la diminuzione dei consumi di acqua potabile nei settori industriale e turistico. Ciò comporterà da parte della SONEDE la necessità di rivedere profondamente la sua politica d’investimento in infrastrutture ed anche il sistema tariffario dell’acqua potabile.

 

Da un punto di vista della distribuzione dell’acqua potabile, la totalità della popolazione urbana ne ha il pieno accesso, mentre nelle aree rurali l’accesso continuo è garantito a circa il 92% della popolazione. Ne consegue che il consumo medio di acqua potabile varia da 20 a 80 litri al giorno procapite nelle aree rurali (e la variazione dipende dalla distanza dalle fonti d’approvvigionamento), contro i 110 litri al giorno procapite nelle aree urbane.

La pressione sulle risorse idriche è tuttavia esercitata in gran parte dai bisogni dell’agricoltura e delle zone irrigue che utilizzano circa l’80% delle disponibilità attuali.

Si calcola che il fabbisogno attuale del settore agricolo si aggiri intorno ai 2,7 miliardi di m³, dato in continua crescita. Le statistiche indicano che attualmente il 95% delle risorse idriche della Tunisia è stato individuato ed è in corso di sfruttamento: una serie di piccole e grandi dighe e di pozzi a differenti profondità sono stati costruiti, mentre sembra che non ci siano più i margini per fare fronte all’aumento della domanda, dal momento che già in molte aree del paese la situazione è al limite.

Pertanto, il riutilizzo per l’irrigazione delle acque reflue trattate è una opzione strategica fondamentale. Il primo tentativo di utilizzo delle acque trattate risale al 1965, quando un terreno demaniale alla Soukra è stato irrigato con le acque trattate dal vicino depuratore di Chaguia. A partire dal 1987, l’utilizzo delle acque depurate è entrata a pieno titolo nella pianificazione regolare del settore agricolo. Nel 2012, sui circa 235 milioni di acque reflue trattate, 60,5 milioni di m³ (pari al 28% del totale) sono stati riutilizzati nell’irrigazione di

8.100 perimetri agricoli, 1.050 ettari di terreni da golf e 500 ettari di spazi verdi municipali.

 

Come si è detto, la gestione delle acque reflue è affidata all’ONAS che è responsabile della rete fognaria (condotte, stazioni di pompaggio ..) e dei depuratori. La realizzazione di tali opere viene fatta mediante delle gare d’appalto nazionali (per la realizzazione delle opere in muratura e acquisizione dei macchinari per il trattamento delle acque) o internazionali (qualora determinati macchinari o tecnologie non siano disponibili localmente). Si noti che l’ONAS ha creato in partenariato con privati tunisini ONAS International, per esportare il suo know-how in Africa e nel Medio Oriente.

Per quanto concerne i privati, esiste uno spazio d’intervento nel settore dei micro-impianti per il riciclaggio dei reflui e la riutilizzazione delle acque in ambito industriale ed alberghiero, oltre che nel settore agricolo.

 

In tale ambito, l’ONAS ha attuato una strategia per associare il settore privato alla gestione ed alla manutenzione di una parte della sua rete. Ogni anno, vengono lanciate delle gare e il tasso medio di partecipazione dei privati alla gestione della rete ONAS oltrepassa di poco il 20%: nel 2012, i privati gestivano 2770 chilometri di rete, 21 depuratori e 175 stazioni di pompaggio, e nell’anno successivo è stata affidata/rinnovata la gestione di ulteriori 2579 chilometri di rete, 19 depuratori e 153 stazioni di pompaggio.

 

In conclusione, il settore idrico è gestito quasi in monopolio dalla SONEDE e dall’ONAS che applicano le tariffe che vengono fissate dai Ministeri per decreto.

 

Investimenti esteri e presenza italiana

 

Dati e statistiche

Le previsioni di investimento da parte dell’ONAS per l’XI Piano di Sviluppo (2007-2016) prevedono un ammontare globale di 525 milioni di DT, in crescita del 32% rispetto agli investimenti previsti nel piano precedente (390 milioni di DT).

Per lo stesso periodo, il Ministero dell’Agricoltura – da cui la SONEDE dipende – ha previsto di dedicare al settore dell’acqua la somma di 1.580 milioni di DT, pari al 55% del suo budget totale. A tale somma va aggiunta una parte altrettanto importante di prestiti e una buona componente di dono (circa 200 milioni di DT) da parte di attori della cooperazione internazionale.

 

Quadro normativo

La legislazione sulla gestione delle acque e della sua protezione è in corso di revisione nell’ambito di un dibattito aperto che prevede la prossima finalizzazione di una “Strategia nazionale di Gestione integrata delle acque”. Il « Codice delle Acque » (legge n° 75-16 del 31 Marzo 1975) è stato la prima legge organica che – a partire dalle leggi consuetudinarie in uso presso le differenti comunità agricole – oltre a regolamentare l’uso delle risorse idriche in agricoltura, ha definito le modalità della loro protezione e valorizzazione, per salvaguardare il loro uso. Il Codice è poi stato modificato con la legge n° 2001-116 del 26 novembre 2001. Il risparmio idrico è considerato come uno dei mezzi più importanti per permettere lo sviluppo, la protezione e la razionalizzazione delle risorse idriche. Le disposizioni della legge determinano l’obbligo di proteggere ed utilizzare l’acqua in modo razionale.

Tra le principali misure di protezione ambientale e lotta all’inquinamento si annoverano le seguenti leggi: la n° 95-73 del 24 luglio 1995 relativa al pubblico demanio marittimo, la n° 95-70 del 17 luglio 1995 relativa alla conservazione delle acque e dei suoli e la n°96-29 del 3 aprile 1996 che ha istituito un piano nazionale d’intervento urgente per lottare contro l’inquinamento marino.

Nell’ambito del riciclaggio delle acque reflue, il Decreto n°75-201 del 29 Marzo 1975, oltre a prevedere la creazione dell’ONAS, ha previsto delle tariffe a carico dei differenti soggetti che beneficiano del servizio, istituendo il principio “inquinante - pagante” secondo il quale chi più inquina più paga. Tale tassazione era destinata a finanziare la rete di gestione e bonifica dei reflui: essa poteva essere ridotta con l’obiettivo di incoraggiare le industrie a costruire delle installazioni individuali di trattamento dei propri effluenti.

Il raccordo obbligatorio alla rete è stato poi previsto dal Decreto n° 79-768 dell’8 settembre 1979, mentre dei Decreti successivi hanno fissato le modalità, la qualità e le destinazioni d’uso per il riutilizzo dei reflui trattati.

 

Legislazione societaria

Gli investimenti nella protezione delle acque e nella ricerca di risorse idriche addizionali in agricoltura ed in altri settori d’attività, sono disciplinati dal Codice degli investimenti.

L’articolo 33 prevede che – nell’ambito di investimenti agricoli – l’installazione di sistemi di irrigazione e la realizzazione di ogni altra attività che preveda la protezione delle acque e del suolo, beneficiano di finanziamenti specifici.

L’articolo 42bis (aggiunto al Codice con legge n°2001-82 del 24 luglio 2011) prevede che tutti gli investimenti realizzati dalle imprese con l’obiettivo di razionalizzare ed economizzare l’uso di acqua nei differenti settori – ad eccezione del settore agricolo – e gli investimenti che promuovono la ricerca e lo sviluppo di risorse idriche non convenzionali, danno diritto a beneficiare di un finanziamento specifico globale, il cui tasso, condizioni e modalità di concessione sono previsti per decreto.

Le attività di fabbricazione di componentistica per dispositivi dedicati alla protezione ed al riciclaggio delle acque - rientrando nei normali ambiti industriali (es. Industrie meccaniche, elettriche/elettroniche, chimiche) - sono soggetti al Codice degli investimenti e l’accesso è pertanto libero per gli investitori stranieri.

 

 

Modalità e problematiche di accesso

Come si è visto, il mercato della produzione e della distribuzione dell’acqua è affidato alla SONEDE in regime di monopolio, con delle concessioni date sempre nell’ambito del Ministero dell’Agricoltura nel caso ci sia da assicurare la distribuzione nelle aree rurali. Dal lato della raccolta e trattamento dei reflui, il compito spetta per legge all’ONAS che si appoggia ai privati per la gestione della rete e dei depuratori per circa un quarto o un quinto della sua dotazione. Pertanto, l’accesso al settore dipende dalle richieste di assistenza tecnica da parte dei due Organismi – che peraltro dispongono di sufficienti competenze interne – nell’ambito di gare d’appalto che vengono lanciate periodicamente. Si ha notizia di gare d’appalto internazionali che sono state lanciate – ad esempio – dal Ministero dell’Agricoltura per la realizzazione di pozzi (2013: realizzazione di 32 pozzi profondi da 400 a 2400 metri), dopo che l’Agence Nationale des Forages si è ritirata dal settore dell’acqua. Sembra tuttavia che simili operazioni al momento non abbiano avuto successo, a causa dei bassi prezzi proposti e dei termini di pagamento molto lunghi da parte dell’ente appaltante.

Per quanto concerne le attività di produzione industriale di componenti e dispositivi per la filtrazione, il pompaggio e la depurazione delle acque, il mercato è aperto alla partecipazione straniera.

 

Aree d’insediamento e parchi industriali

Il parco industriale dedicato alle tecnologie ambientali è l’ECOPARK di Borj Cedria (cfr. pag. 83)

 

Presenza aziende estere e italiane

Sono poche le aziende straniere direttamente attive nel settore delle acque, in quanto esse preferiscono operare per il tramite di imprese locali e/o limitandosi all’esportazione di componenti e dispositivi.

Si segnala la presenza di due imprese a partecipazione italiana, impegnate nella produzione di filtri (SOFIMA a El-Mourouj/Ben Arous) e la CO-WATER INDUSTRY di Oued Ellil/Manouba, che produce pompe, compressori e sistemi idraulici.

 

Fattori critici e strategie di sviluppo

 

Problematiche infrastrutturali

La distribuzione di acqua nelle aree rurali registra ancora grandi margini di miglioramento. Sebbene la SONEDE dia come collegate alla rete il 94% delle zone rurali, sembra invece che un ruolo ancora molto importante sia assegnato ai Gruppi di Sviluppo Agricolo che in tali aree assicurano l’approvvigionamento tramite degli allacci collettivi.

La qualità dell’acqua è mediocre e fortemente clorata e in numerose regioni, la salinità supera i 2 grammi/litro mentre la soglia massima ammessa è di 1,5 grammi/litro.

Sebbene dei buoni risultati siano stati raggiunti dall’ONAS in materia di raccolta e trattamento delle acque reflue, restano ancora delle carenze strutturali da risolvere. A causa della rapida crescita della popolazione urbana, certe unità di depurazione non sono attrezzate per fronteggiare la crescita rapida della quantità di effluenti. La rete fognaria di molte grandi città e alcune stazioni di depurazione hanno bisogno di interventi d’estensione e/o riabilitazione (Ariana, Ben Arous, Mahdia, Sfax, Gabès e Jerba, dove il tasso di collegamento è inferiore all’85% - mentre il depuratore principale di Tunisi non ha una capacità adeguata di trattamento.

Attualmente degli studi di fattibilità sono in corso per l’estensione e la riabilitazione di 19 depuratori su tutto il territorio nazionale, per rafforzare il sistema di trattamento dei reflui urbani in alcune città di medie dimensioni.

Oltre alla presenza di problemi infrastrutturali, la debolezza principale del settore risiede nel mancato rispetto della legislazione ambientale.

La scarsa applicazione delle strategie e degli strumenti di pianificazione predisposti dai due Ministeri competenti e l’assenza di monitoraggio e controllo sull’applicazione della regolamentazione, rende necessaria l’adozione di un approccio diverso che promuova l’adesione dei cittadini e degli operatori del settore privato. Pertanto, è necessaria una revisione del sistema attuale, in particolare nel nuovo contesto socio-economico post- rivoluzione.

 

 

Politica industriale di settore

La vulnerabilità delle risorse idriche e la loro protezione sono alla base della definizione della nuova strategia che è in corso di elaborazione. I punti salienti sono i seguenti :

  • L’ottimizzazione dei sistemi di gestione delle risorse disponibili;

  • La gestione integrata delle risorse, migliorando la raccolta delle acque piovane;

  • Il risparmio idrico e la gestione della domanda in tutti i settori

  • L’ulteriore sviluppo delle risorse non convenzionali, tramite l’aumento dell’impiego di acque reflue trattate in agricoltura e di acque salmastre dissalate in tutti i settori

  • La protezione delle risorse idriche dall’inquinamento e dal sovra sfruttamento.

 

Disponibilità di finanziamenti da parte di Organismi internazionali bilaterali e multilaterali Nel settore della gestione delle risorse idriche è in corso d’esecuzione il secondo “Programma di Investimento nel Settore Idrico – PISEAU II” per il periodo 2009-2015 che fa seguito ad un primo programma che ha coperto il periodo 2002-2006. Il programma contribuirà – in aree rurali marcate da condizioni socio-economiche vulnerabili e da una grande variabilità climatica – alla creazione di 2.500 ettari di perimetri agricoli irrigui ed al miglioramento delle infrastrutture su 20.000 ettari, permettendo inoltre una migliore distribuzione dei servizi d’acqua potabile presso 50.000 famiglie in ambito rurale.

Nel dettaglio, il programma interviene sulle seguenti tematiche:

  • La gestione dell’irrigazione, tramite la creazione e la riabilitazione dei piccoli perimetri irrigui

  • L’alimentazione di acqua potabile per le comunità rurali isolate

  • La gestione delle acque sotterranee

  • La protezione delle acque tramite la loro conservazione e riutilizzazione

  • Il rafforzamento delle capacità delle istituzioni incaricate della gestione delle risorse idriche.

 

Il PISEAU II è affidato al Ministero dell’Agricoltura che lo gestisce tramite tre delle sue Direzioni - la Direction du génie rural (DGGREE), la Direction des ressources en eau (DGRE) et la Direction de la conservation des terres agricoles (DGACTA).

Anche il settore della gestione delle acque reflue è oggetto di interventi da parte della cooperazione internazionale.

Tra i finanziamenti multi/bilaterali, La BEI (UE), l’AFD (Francia) e la KfW (Germania) cofinanziano per il periodo 2008-2014 l’estensione e la riabilitazione di 19 stazioni di depurazione e 130 stazioni di pompaggio, per un ammontare globale di 132 milioni di Euro.

La BEI, con la partecipazione della KfW - finanzia anche un programma specifico per le attività dell’ONAS (nome: ONAS IV) per il periodo che va dal 2006 al 2014 e per un ammontare globale di 140 milioni di Euro.

E’ in corso – sempre su finanziamento BEI – uno studio per le attività di disinquinamento del Lago di Biserta, per un programma che dovrebbe durare fino al 2019 e per il quale il finanziamento previsto è di 61 milioni di Euro.

Infine, la Banca Mondiale finanzia per il periodo 2010-2015 il progetto di miglioramento dell’evacuazione delle acque usate del nord della Tunisia (60,6 milioni di Dollari US) e il progetto per l’immissione in mare dei reflui trattati in provenienza dall’agglomerato urbano di Tunisi (68,36 milioni di Dollari US).

Per quanto concerne la cooperazione bilaterale, la KfW (Germania) accorda dei prestiti all’ONAS per dei progetti puntuali di bonifica, come ad esempio quello per la città di Sousse (40,9 milioni di Euro) o per un gruppo di piccoli e medi agglomerati urbani (45,8 milioni di Euro).

Da parte sua, l’AFD (Francia) finanzia – tra l’altro - con 40 milioni di Euro il 4° Programma nazionale di bonifica dei quartieri popolari.

 

Riepilogo:

  • Esistono dei problemi infrastrutturali (carenze della rete idrica e della copertura della rete delle acque reflue) e dei problemi legati alla mancanza di controlli e di strumenti per il rispetto della legislazione ambientale.

  • La politica della gestione e protezione delle risorse idriche si basa su:

 

  • L’ottimizzazione dei sistemi di gestione delle risorse disponibili

  • La gestione integrata delle risorse

  • Il risparmio idrico

  • Il ricorso a risorse non convenzionali, in primo luogo l’impiego di acque reflue trattate in agricoltura.

  • Un ruolo fondamentale è svolto dalla cooperazione finanziaria e tecnica con i programmi internazionali per la protezione delle acque. Strumenti multilaterali dell’UE/BEI insieme a fondi della cooperazione bilaterale (Germania, Francia) sono messi a disposizione della Tunisia per il conseguimento degli obiettivi strategici nel settore della gestione e della protezione delle acque (es. PISEAU II).

 

Mappatura dei principali attori economici

 

ISTITUZIONI DI RIFERIMENTO:

 

 

MINISTERE DE L’EQUIPEMENT, DE L’AMENAGEMENT DU TERRITOIRE ET DU DEVELOPPEMENT DURABLE –

SECRETARIAT D’ETAT AU DEVELOPPEMENT DURABLE

Indirizzo : Centre Urbain Nord Boulevard de la terre - 1080 Tunis

Tel. : +216 70 728 644 / 70 728 455 / 70 728 674

Fax :+216 70 728 655

Email: contact@environnement.gov.tn

Sito web: www.environnement.gov.tn

 

MINISTERE DE L’AGRICULTURE ET DES RESSOURCES HYDRAULIQUES

Indirizzo : 30, Rue Alain Savary - 1002 Tunis

Tel. : 71.786 833

Fax : 71.799 401

Sito web: www.agriculture.tn

 

ONAS – OFFICE NATIONAL DE L’ASSAINISSEMENT

Indirizzo : 32, rue Hédi Nouira 1001 Tunis

Tel. : +216 71 343 200

Fax : +216 71 350 411

Email: boc@onas.nat.tn

Sito web: www.onas.nat.tn

 

SONEDE – SOCIETE’ NATIONALE D’EXPLOITATION ET DE DISTRIBUTION DES EAUX

Indirizzo : Av. Slimen Ben Slimen, El Manar 2, Tunis 2092

Tel. : +216 71 887 000

Fax : +216 71 871 000

Email: info@sonede.com.tn

Sito web: www.sonede.com.tn

 

APAL – AGENCE DE PROTECTION ET D’AMENAGEMENT DU LITTORAL

Indirizzo : 2, Rue Mohamed Rachid Ridha, 1002 Tunis Bélvèdére

Tel. : +216 71 84 01 77

Fax : +216 71 84 86 60

Email: info@apal.nat.tn

Sito web: www.apal.nat.tn

 

 

ECOPARK - TECHNOPOLE DE BORJ CEDRIA – ENERGIES RENOUVELABLES, EAU, ENVIRONNEMENT ET BIOTECHNOLOGIE VEGETALE

Indirizzo : Route Touristique Borj Cédria - Soliman, B.P. 95, 2050 Hammam Lif

Tel. : +216 79 326 326

Fax : +216 79 325 100

Email: tbc@tbc.tn

Sito web : www.ecopark.tn

 

CITET – CENTRE INTERNATIONAL DES TECHNOLOGIES DE L’ENVIRONNEMENT DE TUNIS

Indirizzo : BLv. Du Leader Yasser Arafat – Tunis Aéroport

Tel. : +216 71 206 646 - 71 206 482 - 71 206 433

Fax : +216 71 206 642

Email: cdi@citet.nat.tn

Sito web : www.citet.nat.tn

 

ORGANISMI PROFESSIONALI E SINDACALI :

 

UTICA - UNION TUNISIENNE DE L’INDUSTRIE, DU COMMERCE ET DE L’ARTISANAT FEDELEC - FEDERATION NATIONALE DE L’ELECTRICITE’ ET DE L’ELECTRONIQUE

FEDERATION NATIONALE DE LA MECANIQUE

Indirizzo : Rue Ferjani Bel Haj Ammar, Cité El Khadhra, 1003, Tunis

Tel. : +216 71 142 000

Fax : +216 71 142 100

Email: contact@utica.org.tn

Sito web : www.utica.org.tn

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