EMILIA ROMAGNA IMMIGRAZIONE OSSERVATORIO GIURIDICO SULL'IMMIGRAZIONE EMILIA ROMAGNA
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INDUSTRIA DELL’ESTRAZIONE E DELLA LAVORAZIONE DEL MARMO

Struttura produttiva e aree di produzione

 

Struttura della filiera – Aree di produzione

Il settore del marmo conta 188 imprese, che esercitano l’attività di estrazione e trasformazione di pietra e marmo a livello industriale e semi-industriale.

Oltre a queste, esistono circa 170 unità che si occupano della lavorazione del marmo in maniera artigianale, con personale e capacità tecniche ridotte.

La lavorazione del marmo e della pietra ha un rilievo assoluto nel panorama del macrosettore della produzione di materiali da costruzione in Tunisia, che rappresenta uno dei comparti più dinamici e ricchi di prospettive per l’investimento.

 

Ripartizione delle imprese del settore della produzione di materiali da costruzione – per attività e per regime d’esportazione.

Tipologia di attività

Totalmente Esportatrice

Parzialmente Esportatrice

Totale

Cemento, calce e gesso

1

13

14

Tegole e mattoni in terracotta

0

50

50

Prodotti in calcestruzzo o in gesso

4

39

43

Piastrelle in ceramica

0

16

16

Estrazione e trasformazione di sabbia e di granulati

2

6

8

Estrazione e trasformazione di pietra e marmo

3

185

188

Prodotti in ceramica non destinati all’edilizia

4

27

31

Lavorazione della pietra

3

7

10

Prodotti minerali di vario tipo

2

11

13

Vetro e prodotti in vetro

2

30

32

Derivati del cemento

1

63

64

Totale

22

447

469

Fonte: APII

L’attività di estrazione del marmo si concentra intorno ai grandi bacini in un raggio di 30 Km a Sud/Sud-Est di Tunisi (Jebel Oust, Cap Bon), nel Nord/Nord-Ovest del paese (Mateur, Chemtou, Teboursouk, Siliana, Le Kef) e nel Centro-Ovest (Thala-Kasserine). La lavorazione, artigianale o al dettaglio, é invece diffusa in tutto il paese, concentrandosi soprattutto intorno ai maggiori centri abitati, che sono i cosiddetti mercati di sbocco della produzione nazionale e dei marmi importati.

 

Principali produttori

 

I principali operatori del settore sono quelli che controllano la filiera dall’estrazione alla lavorazione fino alla commercializzazione in Tunisia di prodotti locali ed importati e all’esportazione dei loro materiali in blocchi o come prodotti finiti.

Il numero di tali operatori non è molto elevato. Si tratta generalmente di società a capitale interamente tunisino, posizionate intorno all’area di Tunisi, oppure in prossimità delle grandi città. Qualcuna opera invece direttamente nei luoghi di estrazione.

 

La maggioranza delle aziende di medio - grande dimensione ha il controllo dei vari passaggi della filiera.

Tra le tante, vale la pena di citare la “MARBRERIE DE TUNIS CARTHAGE” di Charguia/Tunisi, la MARBRERIE BEN DHIAB di Megrine, la “CMA-EL- AFRANE di Jebel Jelloud/Tunisi, la “MNIHLA MARBRE” di Mnihla/Ariana, la MARBRERIE BENNOUR di El-Fajja/Manouba, la “SOMACE-SOCIETE DE LA MARBRERIE CENTRALE” di Ben Arous, la “CMG-MARBRE GATTOUNA” che lavora i suoi marmi a Fondouk Jedid/Ben Arous, la “MARBRERIE DE L’OUEST che estrae i suoi marmi nella regione di Thala/Kasserine e li lavora nella zona industriale di Bir El-Kassaa/Ben Arous, la “IMM-INDUSTRIES MAGHREBINES DU MARBRE” che tratta il marmo beige delle sue cave e lo commercializza insieme a tutte le altre varietà di marmo nazionale ed importato nei suoi stabilimenti di Ben Arous.

Fuori Tunisi, si possono citare la “MARBRERIE CHAABANE” e la “MARBRERIE DE GABES” di Gabes, la MARBRERIE MOUSSA di Gafsa, la “MASUD-Marbrerie et MATERIAUX DU SUD di Sfax, la “MARBRERIE LAZREG” di Sousse e la “AMIDRA MARBRE/SOCAMAT/LE MARBRE BRIN” in un gruppo di società che operano in tutta la filiera e sono basate nella zona di produzione di Thala e di Kasserine.

 

 

Caratteristiche del mercato

 

Analisi della domanda e modelli di consumo

La domanda di materiali lapidei in Tunisia è in costante crescita, grazie al continuo  sviluppo del settore dell’edilizia pubblica e residenziale.

Il settore dell’edilizia e dei lavori pubblici realizza in media un fatturato annuo di 5 miliardi di DT e contribuisce per circa il 7% del PIL, drenando il 25% degli investimenti e dando impiego diretto a 40.000 persone che lavorano presso 2.800 PMI.

Dal momento che lo standard qualitativo delle costruzioni è in costante crescita, la ricerca di materiali pregiati spinge la domanda di prodotti nazionali ed esteri di qualità verso l’alto. In tal modo, si assiste da un lato al miglioramento del livello qualitativo della produzione locale di manufatti che vengono realizzati con le qualità più pregiate di pietre locali e – dall’altro – all’aumento delle importazioni di pietra trasformata e di materiali che non sono disponibili localmente. In particolare, la Tunisia importa graniti, travertini e marmi bianchi e colorati per aumentare la gamma disponibile sul mercato, che consiste in pietra marmorea e marmi locali che tendono a somigliarsi molto per tinta e brillantezza. La gamma delle pietre marmoree tunisine é molto varia dal punto di vista della loro natura, colore, attitudine alla lavorazione ed alla lucidatura.

 

 

Per quanto riguarda le pietre ornamentali, esse sono rappresentate da pietre da taglio, da scultura e da squadratura.

Un ulteriore elemento che influisce sulla domanda di marmi consiste nella competizione con la ceramica nell’ambito del mercato dei rivestimenti murali e della pavimentazione. Ciò comporta lo sviluppo di nuovi prodotti e l’adozione di tecniche e tecnologie sempre più avanzate. Tale competizione rappresenta un beneficio sia dal lato dell’offerta, che è obbligata a migliorare qualitativamente, sia dal lato della domanda in quanto si ha l’accesso a prodotti migliori e a costo inferiore.

 

Canali distributivi

La distribuzione dei prodotti lapidei in Tunisia vede il ruolo centrale delle aziende che operano nel settore dell’estrazione e della lavorazione del marmo. Il mercato è caratterizzato da un gruppo di grandi aziende che hanno sviluppato un percorso di integrazione controllando la filiera dall’estrazione alla commercializzazione, gestendo il business strategico della lavorazione. In tale ambito, esse s’incaricano di importare dall’estero i materiali non disponibili localmente, integrando la loro gamma di prodotto e agendo quindi da fornitori per le piccole imprese di lavorazione, fornendo loro i semilavorati (di provenienza locale o straniera). Tali piccole aziende, sparse capillarmente su tutto il territorio tunisino, non avendo le capacità tecniche e tecnologiche per procedere al taglio dei blocchi, si dedicano al taglio delle lastre ed alla rifinitura del prodotto finale, rivenduto al dettaglio.

Un ulteriore canale di distribuzione che si è imposto negli ultimi anni è costituito dalle grandi imprese di promozione immobiliare che - operando principalmente nell’edilizia residenziale e nella costruzione di centri commerciali o alberghi - si approvvigionano direttamente di marmo in blocchi. Alcune di esse hanno sviluppato una capacità interna di lavorazione mentre molte altre affidano il materiale a operatori esterni. Esistono infine alcuni casi di imprese di promozione immobiliare che hanno costituito delle aziende commerciali nel settore dei materiali da costruzione.

 

Strategie commerciali e di marketing – Principali operatori commerciali

La strategia commerciale verso il mercato interno si basa essenzialmente sulla proposta di un rapporto qualità-prezzo concorrenziale, dal momento che il consumatore finale tunisino è estremamente sensibile al prezzo d’acquisto.

In generale, esiste una diversa percezione rispetto al fatto che il marmo sia di produzione locale o d’importazione. Se da un lato la produzione locale ha raggiunto degli standard accettabili di qualità e ciò le ha permesso di acquisire una buona reputazione, dall’altro resiste nel consumatore tunisino l’attitudine verso l’acquisto di marmi esteri (e italiani in particolare) nel momento in cui si vuole dare prestigio all’immobile in costruzione.

Resiste in particolare l’immagine di certi prodotti, come il marmo bianco di Carrara, che vengono utilizzati per elevare lo standard e quindi il valore dell’immobile.

Per quanto concerne la distribuzione dei prodotti lapidei tunisini all’estero, esiste un legame consolidato tra i produttori tunisini e gli operatori italiani, tramite i quali il prodotto tunisino viene spesso immesso sul mercato internazionale.

Come si è detto in precedenza, i principali operatori del settore sono quelli che controllano la filiera dall’estrazione alla lavorazione fino alla commercializzazione in Tunisia di prodotti locali ed importati e all’esportazione dei loro materiali in blocchi o come prodotti finiti.

Nell’area di Tunisi si segnala la presenza di alcune aziende di commercializzazione di marmi nazionali ed esteri come la “MAISON DU MARBRE” a La Goulette/Tunisi, la “MARBRE ET GRANITE AFRICAIN” di Tunisi e la “STMG-SOCIETE TUNISIENNE DE MARBRE ET GRANITE” di Ariana.

 

Import/Export

Nel 2012 le importazioni di materiali lapidei hanno registrato un valore di 32.363.201 DT e una quantità di 125.115.205 tonnellate. Nello stesso anno, le esportazioni hanno raggiunto le 109.031 tonnellate e un valore di 28.750.125 DT.

La Tunisia importa soprattutto granito e travertino, materiali assenti in loco, in blocchi o lavorati ed esporta marmi e pietra marmifera in gran parte sotto forma di blocchi.

 

Importazioni per categoria di prodotto (Codici NSH 2515, 2516 e 6802) in quantità (Kg) e valore – Anno 2012

Prodotto

quantità

valore

Marmo, travertino e alabastro in blocchi

81.357.487

9.175.263

Granito in blocchi

10.784.751

1.839.378

Marmo, travertino ed alabastro lavorato

5.926.634

4146263

Granito lavorato

17.809.311

12.101.109

Pietra naturale lavorata

9.078.456

4.957.489

Altro

158.566

143.699

TOTALE

125.115.205

32.363.201

Fonte: INS

 

Esportazioni per categoria di prodotto (Codici NSH 2515, 2516 e 6802) in quantità (Kg) e valore – Anno 2012

Prodotto

quantità

valore

Marmo, travertino e alabastro in blocchi

92.693.283

17.492.032

Marmo, travertino ed alabastro lavorato

13.681.595

9.321.513

Pietra naturale in blocchi

125.036

184.102

Pietra naturale lavorata

2.531.549

1.752.478

TOTALE

109.031.463

28.750.125

Fonte: INS

 

Il saldo commerciale del settore è stato negativo per circa 3,6 milioni di DT, confermando l’andamento degli anni precedenti e che vede la Tunisia incapace di compensare con i suoi prodotti l’importazione di materiali più pregiati e a più alto valore aggiunto.

 

Anche nel 2012 l’Italia, ha confermato la sua posizione di primo fornitore della Tunisia. Le esportazioni italiane sono basate sul marmo pregiato (particolarmente Carrara) e sul travertino. Per quanto invece concerne il granito, l’Italia viene al secondo posto dietro la Spagna. L’Italia mantiene anche il suo ruolo di primo fornitore di tecnologie per l’estrazione e la lavorazione. Tale primato è comunque insidiato da paesi come la Spagna, la Turchia e la Repubblica Popolare Cinese, che propongono tecnologie a costi inferiori.

 

Importazioni dall’Italia per categoria di prodotto (Codici NSH 2515, 2516 e 6802) in quantità (Kg) e valore (DT) – Anno 2012

Prodotto

quantità

valore

Marmo in blocchi

73.990.020

8.478.490

Travertino e alabastro in blocchi

Granito in blocchi

289.618

52.544

Pietra naturale in blocchi o altro

154.885

113.438

Marmo lavorato

3.798.250

1.156.963

Travertino e alabastro lavorato

1.061.861

1.605.222

Granito lavorato

4.029.286

4.373.643

Pietra naturale lavorata

911.020

893.903

TOTALE

84.234.940

16.674.203

Fonte: INS

 

Allo stesso modo, l’Italia conferma la sua prima posizione in qualità di acquirente di marmi e pietre marmifere tunisine, acquistando oltre la metà del totale del materiale esportato (52% nel 2012). Tali partite di marmo, che vengono acquistate prevalentemente in blocchi, vengono poi lavorate ed in parte esportate verso paesi terzi.

 

 

Regime doganale e barriere tariffarie e non tariffarie

L’esportazione del marmo tunisino è incoraggiata e non è soggetta né a restrizioni né a tassazione in uscita.

Per quanto invece concerne i materiali lapidei in entrata, essi non sono soggetti al pagamento di oneri doganali ma sono sottoposte al “Diritto di Consumo”, che è una imposta al consumo che serve di fatto a proteggere la produzione nazionale.

Per quanto concerne il marmo, il Diritto di Consumo è fissato al 75%.

Al momento della conclusione della presente indagine settoriale, si profila l’ipotesi dell’introduzione, a partire dalla metà del 2014, del Diritto di Consumo per travertini e granito, che dovrebbe essere fissato al 75%, con conseguenze dirompenti sul prezzo al consumatore finale di tali merci e con dei forti contraccolpi nelle importazioni che - si ricordi - provengono in buona parte dall’Italia.

 

 

Investimenti stranieri e presenza italiana

 

Dati e statistiche

Sul totale di 188 aziende del settore dell’estrazione e della lavorazione del marmo, solo 10 hanno partecipazione straniera: oltre a 5 che sono a capitale italiano o italo-tunisino, si riscontra la presenza di 5 altre iniziative imprenditoriali rispettivamente a partecipazione francese, belga, algerina, ispano-portoghese e turco-saudita.

Numerose sono invece le marche italiane di macchinari per l’estrazione e la lavorazione che sono rappresentate in Tunisia. Dal punto di vista dei rapporti commerciali tra Italia e Tunisia, l’interscambio di tecnologie, know-how e materiali è intensissimo e gli appuntamenti fieristici annuali italiani, come Marmomacc di Verona e Marmotec di Carrara, vedono la presenza di numerosi imprenditori tunisini alla ricerca di soluzioni tecnologiche e partenariati commerciali.

Molto intenso è lo scambio tra gli operatori tunisini delle aree marmifere del nord-ovest e del centro ovest con gli operatori dell’Italia meridionale. In particolare esistono importanti esempi di collaborazione con operatori delle aree marmifere del trapanese e – in misura minore – del ragusano.

 

Quadro normativo

Lo sfruttamento di cave di marmo é libero per i cittadini tunisini. Nel caso in cui un operatore tunisino voglia associarsi ad un partner straniero, egli deve detenere sia la gestione sia la maggioranza della quota societaria.

Infine, se un promotore straniero volesse avviare da solo lo sfruttamento di un giacimento, é necessaria un’autorizzazione speciale rilasciata dal Ministro dell’Industria.

La sede della società deve essere imperativamente fissata in Tunisia.

La creazione di una società per lo sfruttamento di una cava di marmo viene realizzata in due tappe successive:

 

  1. Al livello della regione dove si trova il giacimento di marmo:

  2. Se il terreno appartiene all’imprenditore o ad un privato, l’imprenditore deve presentare un attestato di proprietà o un contratto d’affitto.

  3. Se il terreno appartiene al demanio, esso potrà essere sfruttato solo dopo la sua assegnazione in affitto (solitamente in seguito ad una gara pubblica) per un periodo di 5 anni rinnovabili.

 

Con l’attestato di proprietà o con il contratto d’affitto, il promotore dovrà presentare al Governatorato una domanda con il relativo dossier per l’apertura di una cava di marmo, insieme alla ricevuta di un pagamento alla Recette des Finances (Esattoria) ed una scheda tecnica relativa al progetto di sfruttamento.

Oltre al dossier suddetto, l’imprenditore dovrà produrre un piano topografico della cava e 12 copie di una carta tridimensionale, orientata e riferita all’origine unica.

Una volta concesso l’accordo preliminare per l’apertura della cava, il dossier viene inoltrato al Ministero delle Infrastrutture (Ministère de l'Equipement, de l'Aménagement du Territoire et du Développement durable).

  1. Al livello del Ministero delle Infrastrutture:

  2. Il dossier viene analizzato dai diversi rappresentanti della Commissione nazionale di consultazione per le cave, composta da rappresentanti di diversi Ministeri.

Tale Commissione potrà concedere un accordo di principio sull’apertura della cava, solo in seguito ad un sopralluogo sul sito in esame.

  1. In caso di risposta favorevole, il Ministero delle Infrastrutture rilascia al promotore un accordo di principio sull’apertura della cava, richiedendo un complemento di documentazione, che consiste in:

    • tre copie di uno studio d’impatto ambientale

    • il “titre foncier” (attestato di proprietà o contratto d’affitto del terreno)

    • una copia del JORT (la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Tunisina)

    • una copia dello Statuto della Società.

L’accordo definitivo per l’avvio dell’attività estrattiva viene quindi concesso per una durata di cinque anni, rinnovabili.

 

Fermo restando che lo sfruttamento delle cave è riservato quasi esclusivamente a persone fisiche o giuridiche di nazionalità tunisina, è certamente possibile per uno straniero avviare delle attività industriali i cui prodotti sono destinati in tutto o in parte verso l’esportazione, che possono beneficiare – al pari di ogni altra attività industriale e dei servizi – degli incentivi previsti dal Codice degli investimenti.

 

L'Istituzione competente cui presentare il dossier per la costituzione della società è l'APII (Agenzia di Promozione dell’Industria e dell’Innovazione)

Esistono due tipologie di società industriale a seconda del mercato di sbocco della produzione:

  • Società totalmente esportatrice (off shore) che destina la totalità della propria produzione sui mercati esteri.

  • Società parzialmente esportatrice, che destina parte della propria produzione all’esportazione.

Le aziende totalmente esportatrici usufruiscono di benefici fiscali specifici, oltre ad altri benefici fiscali comuni a tutte le altre attività previste dal Codice degli Investimenti (cfr. capitolo 1.3.5 - Quadro normativo e fiscale su commercio e investimenti - pagg. 13/14).

Nel caso di aziende parzialmente esportatrici, esse sono a tutti gli effetti considerate come residenti per quanto riguarda la normativa sul commercio estero ed il regime dei cambi. In linea generale tali aziende sono soggette alla normativa e alla normale tassazione in vigore per la quota venduta sul mercato locale, mentre vengono esonerate da imposte per le vendite effettuate all'estero.

Qualora l’investimento ricada in una delle aree di sviluppo regionale (suddivise in 3 categorie: prioritario, di primo gruppo e di secondo gruppo), si applicano delle ulteriori agevolazioni – che variano a seconda della località scelta per posizionare l’azienda. Si tratta di finanziamenti a fondo perduto dell’ordine del 25%, del 15% o dell’8%, con dei plafond fissati rispettivamente a 1,5, 1 e 0,5 milioni di DT, di un contributo pubblico alle spese di sistemazione delle infrastrutture (85%, 75% o 25%) e di una presa in carico totale da parte dello Stato degli oneri sociali per un periodo variabile tra i 5 e i 10 anni. E’ interessante notare come - nell’ambito dei vantaggi previsti per lo sviluppo regionale - l’esenzione totale dalle imposte venga applicata anche alle aziende non totalmente esportatrici in maniera diversa secondo le tre categorie/zone partendo da 10 fino a 5 anni.

 

Fattori critici e strategie di sviluppo

 

Problematiche infrastrutturali

Uno dei fattori critici per lo sviluppo del settore lapideo in Tunisia è la situazione delle infrastrutture delle aree di produzione del centro-ovest e del nord-ovest. Sebbene esista una rete che collega tutte le zone interessate, si tratta di strade ad una corsia ed a doppio senso di circolazione, prive di illuminazione e con la segnaletica ridotta al minimo. Ne deriva che il trasporto dalle aree marmifere dell’interno (Thala, Kasserine, Maktar, Siliana, Le Kef, Jendouba) alle zone di lavorazione poste in prossimità delle grandi città costiere, non risulta agevole. Sono previsti dei piani per l’ammodernamento delle strade esistenti e l’estensione della rete autostradale verso l’interno. Per il 2014 è stato già concesso alla Tunisia un finanziamento di 240 milioni di DT da parte del FADES (Fondo Arabo di Sviluppo) per la realizzazione di 7 progetti di riabilitazione di 200 Km di strade in 6 Governatorati dell’interno del paese e per l’asfaltatura di circa 750 Km di strade rurali.

Un altro punto critico riguarda la logistica e i collegamenti marittimi con l’Europa. Sebbene la Banca Mondiale nel suo rapporto del 2014 posizioni la Tunisia al 74° posto nell’indice di 

performance logistica, definendo un quadro nel complesso soddisfacente, il concentrarsi del traffico merci nel porto di Rades pone dei problemi di sovraffollamento.

 

Risorse umane

Le imprese tunisine del settore lapideo hanno in media un numero sovrabbondante di personale spesso con qualifiche al di sotto degli standard. In particolare, accanto ad un numero di aziende ben equipaggiate e con personale tecnicamente in grado di gestire i processi di produzione, molte altre fanno ricorso ad un uso intenso di manodopera non qualificata per ridurre i costi di investimento in macchinari di ultima generazione. Oltre alla compressione dei costi per l’acquisto di tecnologie, si tratta spesso di assunzioni che – dato il posizionamento delle aziende nelle aree depresse del nord-ovest o del contro-ovest

– hanno spesso un valore “sociale”, per stabilire un legame di vicinanza con le comunità del luogo, a cui non è spesso estraneo l’intervento delle autorità politiche locali che non esitano a offrire appoggio incondizionato a fronte della creazione d’impiego.

Esistono dei programmi di formazione specifici per il settore, gestiti dal CTMCCV (Centro Tecnico dei Materiali da Costruzione, Ceramica e Vetro) e dall’ATFP (Agenzia Tunisina di Formazione Professionale), che dispone di Centri professionali dedicati ed a cui ogni azienda può ricorrere per dei programmi di aggiornamento professionale su misura.

 

Accesso al credito

Il sistema bancario tunisino é molto rigido ed é in corso di ristrutturazione. Per ottenere un credito è necessario detenere delle garanzie reali o una fidejussione da parte di una banca straniera. Anche le difficoltà legate al trasferimento di valuta (convertibilità del DT solo bancaria), rendono le operazioni di finanziamento in loco molto difficoltose. Per quanto invece concerne il rimpatrio degli utili e le normali attività finanziarie legate all’operatività delle aziende totalmente esportatrici non esistono particolari problemi nella movimentazione di valuta tra la Tunisia e l’estero.

 

Livello dei servizi

I servizi alle imprese del settore lapideo sono forniti dal CTMCCV, che offre assistenza tecnica alle aziende, disponendo inoltre di laboratori per le analisi tecniche dei materiali. Ulteriore assistenza in tal senso viene fornita dall’ONM (Ufficio Nazionale delle Miniere).

 

Politica industriale del settore – Sistemi di incentivi e sussidi – Piani d’investimento

Dal momento dell’apertura economica della Tunisia seguita all’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio con l’UE, il settore del marmo – come peraltro ogni settore industriale – è stato fatto oggetto di misure di politiche industriali per rafforzarne la competitività e reggere la concorrenza delle merci europee. Il cd. Programma di Modernizzazione Industriale (noto come « Programme de mise à niveau ») ha permesso a molte aziende di beneficiare di aiuti per cofinanziare gli investimenti materiali ed immateriali. Inoltre sono stati lanciati dei programmi specifici per la promozione della qualità e la conseguente certificazione ISO, il sostegno all’introduzione in borsa delle aziende più solide, un programma di ristrutturazione finanziaria (compresa la creazione della BFPME – Banca di Finanziamento delle PMI), il lancio dei tecnopoli tematici e dei 

consorzi di impresa, il programma di sostegno all’esportazione FAMEX – Fondo di Promozione delle Esportazioni e il programma di sostegno ai Centri Tecnici.

Tutti questi programmi hanno visto l’adesione di oltre 3.000 PMI (circa l’80% del totale) ed il risultato di tale politica ha condotto al triplicarsi in un decennio delle esportazioni verso l’Europa ed al rafforzamento del partenariato con la nascita di circa 3000 imprese create da investitori stranieri.

 

 

Nel periodo successivo alla Rivoluzione del 2011, si è invece cominciato a puntare sullo sviluppo regionale, per ovvi motivi di carattere socio-economico, oltre che politico. In quest’ambito il settore del marmo e della pietra ricopre un ruolo importante in quanto è uno dei pochi ad avere un reale impatto sulle aree depresse dell’interno del paese. Le misure attuali e quelle allo studio per promuovere gli investimenti nelle aree di sviluppo regionale, avranno un impatto benefico sulla dinamizzazione del tessuto delle PMI del settore.

 

Riepilogo:

  • Le infrastrutture non facilitano il trasporto dei materiali dalle zone di produzione (centro-ovest e nord-ovest) ai punti d’esportazione (Tunisi).

  • Il livello tecnico delle risorse umane varia molto. Esiste la possibilità di fare ricorso al CTMCCV per delle formazioni specifiche.

  • L’accesso al credito per un imprenditore straniero non è consentito. Per ottenere dei crediti in Tunisia è necessario agire tramite un istituto bancario corrispondente in Italia che offra le necessarie garanzie. In caso di partenariato italo - tunisino, sarà il partner locale a potere richiedere un credito bancario.

  • I servizi tecnici specifici per il settore (prospezioni sul terreno, laboratori di analisi, certificazioni di qualità) sono forniti da organismi pubblici.

  • Le politiche di modernizzazione del tessuto industriale tunisino – seguite all’entrata in vigore dell’Accordo di Libero scambio con l’UE – hanno coinvolto circa l’80% delle aziende locali operanti nel settore del marmo e dei materiali da costruzione.

  • Il rafforzamento del settore del marmo e dei materiali lapidei è strategico per il rilancio delle attività economiche nelle aree di sviluppo regionale.

 

Mappatura dei principali attori economici

 

ISTITUZIONI DI RIFERIMENTO:

 

MINISTERE DE L’INDUSTRIE, DE L’ENERGIE ET DES MINES

Indirizzo: Immeuble Beya, 40 Rue Sidi Elheni Montplaisir 1002 Tunis

Tel. : (216) 71 905 132, (216.71) 904 216

Fax : (216) 71 902 742

Email: contact@industrie.gov.tn

Sito web: www.tunisieindustrie.gov.tn

 

 

APII – AGENCE DE PROMOTION DE L’INDUSTRIE ET DE L’INNOVATION

Indirizzo: 63, rue de Syrie 1002 -Tunis le Belvédère

Tel. : (216) 71 792 144

Fax : (216) 71 782 482

Email: api@api.com.tn

Sito web: www.tunisieindustrie.nat.tn

 

 

 

ONM – OFFICE NATIONALE DES MINES

Indirizzo: 24, Rue 8601 – 2035 La Charguia

Tel. : (216) 71 808 013

Fax : (216) 71 808 011

Email: dg.onm@email.ati.tn

Sito web: www.onm.nat.tn

 

CTMCCV : CENTRE TECHNIQUE DES MATERIAUX DE CONSTRUCTION, CERAMIQUE ET VERRE

Indirizzo: Route de Lacagna – Ouardia – Tunis

Tel. : (216) 71392300

Fax : (216) 71392460

Email: ctmccv@planet.tn

Sito web: www.ctmccv.ind.tn

 

 

ORGANISMI PROFESSIONALI E SINDACALI :

 

UTICA – UNION TUNISIENNE DE L’INDUSTRIE, DU COMMERCE ET DE L’ARTISANAT

Indirizzo: Cité Administrative, lot n° 7, Cité El-Khadra - Tunis

Tel. : (216) 71 142 000

Fax : (216) 71 142 100

Email: utica@utica.org.tn

Sito web: www.utica.org.tn

 

 

 

 

 

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Chiede il permesso di soggiorno ma intanto viene condannato per spaccio Il questore Capocasa blocca la pratica - Il Resto del Carlino (Sat, 05 Sep 2020)
Chiede il permesso di soggiorno ma intanto viene condannato per spaccio Il questore Capocasa blocca la pratica  Il Resto del Carlino
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Carta d'identità, patente e permesso di soggiorno, prorogate le scadenze - CoratoViva (Thu, 27 Aug 2020)
Carta d'identità, patente e permesso di soggiorno, prorogate le scadenze  CoratoViva
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Estensione assegno di natalità e maternità agli stranieri senza lungo permesso di soggiorno: rinvio pregiudiziale alla Corte UE - Il Quotidiano Giuridico (Wed, 16 Sep 2020)
Estensione assegno di natalità e maternità agli stranieri senza lungo permesso di soggiorno: rinvio pregiudiziale alla Corte UE  Il Quotidiano Giuridico
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Falsi contratti di lavoro per i permessi di soggiorno, in 60 a processo. Nei guai anche 8 imprenditori italiani - Gli Stranieri, news immigrazione (Fri, 11 Sep 2020)
Falsi contratti di lavoro per i permessi di soggiorno, in 60 a processo. Nei guai anche 8 imprenditori italiani  Gli Stranieri, news immigrazione
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Brescia, va in questura per il permesso di soggiorno: arrestato latitante - IL GIORNO (Tue, 08 Sep 2020)
Brescia, va in questura per il permesso di soggiorno: arrestato latitante  IL GIORNO
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Quinzano, via il permesso di soggiorno allo spacciatore seriale - QuiBrescia.it (Thu, 03 Sep 2020)
Quinzano, via il permesso di soggiorno allo spacciatore seriale  QuiBrescia.it
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Il permesso di soggiorno per gli stranieri avranno una nuova veste e maggior sicurezza - Buongiorno Slovacchia (Fri, 28 Aug 2020)
Il permesso di soggiorno per gli stranieri avranno una nuova veste e maggior sicurezza  Buongiorno Slovacchia
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Chiede un permesso di soggiorno e viene arrestato per omicidio - Giornale di Brescia (Tue, 08 Sep 2020)
Chiede un permesso di soggiorno e viene arrestato per omicidio  Giornale di Brescia
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Annullamento decreto di espulsione - L'autorità non può impedire il diritto al rinnovo del pds omettendo ogni valutazione in ordine alla situazione personale e familiare vissuta in Italia da diversi (...) - Melting Pot (Fri, 28 Aug 2020)
Annullamento decreto di espulsione - L'autorità non può impedire il diritto al rinnovo del pds omettendo ogni valutazione in ordine alla situazione personale e familiare vissuta in Italia da diversi (...)  Melting Pot
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Senza lavoro perché permesso di soggiorno scaduto, trovata morta accanto al bimbo denutrito - Fanpage.it (Thu, 27 Aug 2020)
Senza lavoro perché permesso di soggiorno scaduto, trovata morta accanto al bimbo denutrito  Fanpage.it
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Cittadinanza, tutto quello che c’è da sapere sul caso Suarez - Redattore Sociale (Tue, 22 Sep 2020)
Cittadinanza, tutto quello che c’è da sapere sul caso Suarez  Redattore Sociale
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Polemiche per la cittadinanza a Suarez. “Io sposata con un italiano rischio il foglio di via” - La Difesa del Popolo (Thu, 17 Sep 2020)
Polemiche per la cittadinanza a Suarez. “Io sposata con un italiano rischio il foglio di via”  La Difesa del Popolo
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Il Canton Ticino mette alla porta gli italiani: si vota per ridurre i permessi di soggiorno - ilGiornale.it (Wed, 16 Sep 2020)
Il Canton Ticino mette alla porta gli italiani: si vota per ridurre i permessi di soggiorno  ilGiornale.it
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